Latorre sulla Consulenza regionale assegnatagli.

28/12 “E’ veramente stupefacente che un esponente di partito (sub – commissario provinciale) abbia bisogno che gli si spieghi l’utilità e gli scopi di una consulenza sulle politiche euro – mediterranee che la Giunta Regionale, peraltro mai sollecitata, mi ha voluto attribuire sulla scorta, credo, della pluri – decennale esperienza nel campo dei rapporti internazionali, seppure limitato al settore universitario, che comunque rappresenta da sempre un “ponte” tra culture e paesi diversi”. E´ quanto sostiene in una nota il rettore dell´Universita´ della Calabria, Giovanni Latorre. “In ogni caso –prosegue Latorre- non ho alcuna difficoltà a ricordare, in via preliminare, al sub – commissario che uno dei deficit più importanti della nostra regione è rappresentato dall’estrema gracilità e non sistematicità di rapporti con l’ “esterno”, rappresentato non soltanto dal resto del nostro paese ma anche dal resto del mondo. D’altra parte, dovrebbe apparire lapalissiano a tutti, a fortiori ad un uomo politico, che nell’era della globalizzazione chi è isolato è anche marginale ed è proprio questa marginalità che ha avuto e, purtroppo, ancora ha rilevanti conseguenze sul mancato sviluppo economico della Calabria. Il Mediterraneo rappresenta uno dei mondi esterni (insieme al resto d’Europa, alle Americhe ed all’Asia) con il quale abbiamo tutto l’interesse a stringere rapporti culturali, economici ed istituzionali forti. La precedente Giunta Regionale ha colpevolmente trascurato questo settore strategico e vitale per una regione così mediterranea come la Calabria. Oggi dobbiamo recuperare il terreno perso nelle politiche euro mediterranee, non solo rispetto ad altre regioni meridionali d’Italia, ma anche rispetto a regioni come la Lombardia, il Piemonte ed il Veneto che, paradossalmente, sono più avanti di noi. I terreni di collaborazione con i 15 paesi denominati “terzi mediterranei” dalla Dichiarazione di Barcellona del 1995, che si affacciano sulla riva sud del Mare Mediterraneo, sono, come già accennato, quello culturale, sul quale esistono significative preesistenze costituite dai rapporti che le Università Calabresi negli ultimi anni hanno costruito con Università del Nord – Africa, e quelli economico ed istituzionale sui quali c’è molto da lavorare. Contiamo di dare avvio alla tessitura sempre più fitta di relazioni di cooperazione proprio partendo dalla rete universitaria. Per quanto attiene alle risorse si potrà contare principalmente sul Programma Europeo denominato MEDA, che finanzia, tra l’altro, le iniziative che facilitano le occasioni di cooperazione che coinvolgano più di due Paesi delle due sponde del Mediterraneo. Ma se a breve termine vogliamo che le strategie euro – mediterranee siano di più immediato impatto sull’economia regionale dovremo cimentarci con il Programma ECIP che finanzia le “joint venture” tra piccole e medie imprese delle regioni mediterranee. In conclusione, possiamo dire che lo sforzo di recupero che deve vedere impegnata l’azione della Giunta, e non solo, deve essere finalizzato a preparare la nostra regione per un appuntamento che non ho difficoltà a definire “storico”: la Zona di Libero Scambio (ZLS) Euro – Mediterranea, che sarà operante a partire dal 2010. La ZLS per una Regione come la Calabria potrà essere, a seconda del nostro grado di ritardo o di preparazione, un ulteriore motivo di difficoltà economica, in ragione della forte concorrenzialità che molti prodotti agricoli (in assenza di barriere doganali) potranno esercitare nei confronti di nostri prodotti ovvero rappresentare un’opportunità di co – sviluppo fondato sulla cooperazione. Per raggiungere questo obiettivo è necessario prendere decisioni oggi. Una di queste ha riguardato la mia persona, con l’attribuzione di una consulenza che ha un importo lordo di 24.000 Euro per dodici mesi di attività. L’importo netto com’è noto si dimezza e non ritengo sia da considerarsi pingue, soprattutto in considerazione del fatto che la notevole attività di costruzione di una rete istituzionale di relazioni richiederà frequenti spostamenti all’estero, soprattutto nei paesi nostri dirimpettai di questo mare che vorremmo far ritornare e diventare “nostrum”>