Lettera a Diliberto di Franco Gallelli

Caro compagno Diliberto, quanto stai sbagliando tu, non hai proprio idea.
Ci dispiace, ma con le affermazioni che hai fatto qui in Calabria a proposito della scelta di Pippo Callipo di non partecipare alle “primarie” (si farebbe bene a chiamale col loro vero nome: sceneggiata) del PD e addirittura chiamare “sbaglio” il non voler sottomettersi alla volontà dell’onnipotente “ex” presidente (è già “ex” da molto tempo per molti compagni “veri” calabresi), sei veramente scaduto dal nostro cuore.
Ma dov’eri quando Bersani tentava di convincere questi grandi capobastone locali che era necessario un assoluto cambiamento al vertice e questi niente, tosti, facevano ben capire che non si sarebbero mai schiodati dalla poltrona? Dov’eri quando tutta la sinistra italiana riusciva miracolosamente, grazie anche a Di Pietro, a compattarsi su nuove intese, nuovi percorsi di cui il rinnovamento costituiva il fondamento principale e qui niente, i soliti noti con 3 o 4 legislature sulle spalle reclamavano la dittatura a vita? Ma nessuno qui te l’ha spiegato, caro compagno, che qui stiamo vivendo un nuovo totalitarismo, per di più beffardo, subdolo che si traveste da democratico, da “attento ascoltatore” del popolo? D’accordo non voteremo mai per una destra schiava del gran sultano e dei suoi ras che vengono qui solo quando ci sono le elezioni, che parla di ponti e di altre sciocchezze del genere mentre la Calabria crolla sotto gli occhi di tutti, che si vuole collegare alla Sicilia, una montagna franata di argilla? Ma… dall’altra parte, ci spieghi dove sta la Sinistra? Dove i giovani che, come me nei lontani anni proprio del Berlinguer che tu citi (personalmente ho ancora conservato con un po’ di orgoglio le tessere della FGCI con la sua firma) gridavano nelle piazze contro il sistema? Dove le compagne che indomite lanciavano le loro invettive contro i padroni oppressori? Ma ti hanno spiegato che qui tra poco tutti i tetti delle fabbriche saranno gremiti di operai disoccupati e nessuno più scende in piazza? Ti hanno raccontato dei ragazzi di Phonomedia che qui oltre al danno che hanno dovuto patire, anche a causa dei “compagni” che tu difendi, si sono visti recapitare delle super multe perché hanno semplicemente protestato come facevamo noi da giovani? E no, caro compagno onorevole, il prezzo che ci stai chiedendo è esagerato, impossibile a pagarsi! Era il tuo Loiero che doveva riconoscere il suo fallimento e chiedere aiuto ad un grande calabrese per salvarsi la pellaccia e un po’ di onorabilità. Hai per caso idea del fatto che il termine loierismo già è entrato a far parte del lessico corrente e che le nuove generazioni troveranno nei vocabolari della lingua italiana col significato inequivocabile di “utilizzo del ruolo istituzionale per garantirsi a vita il perpetuarsi della stessa presenza nelle istituzioni”. Ci sembravi uno tra i più onesti, intelligente e seri degli uomini politici italiani e invece anche tu ti metti a profetizzare su una Storia che, credici, avrà invece un altro epilogo: Pippo Callipo tra una destra illusoria e una sinistra fallimentare si ergerà con il suo popolo, magari grazie ad un solo punto in più, sulle macerie provocate da questa e dalla precedente amministrazione. Ma nonostante tutto… ti crediamo ancora un sincero compagno, per cui ci auguriamo al più presto un tuo rinsavimento. Ti aspettiamo nella Calabria che verrà, quella libera da ogni nuovo e vecchio padrone.
Franco Gallelli