Lettera ad Agazio Loiero

Egregio presidente Loiero,Questa lettera le viene rivolta dall&acute&#59Associazione Ulixes dei giovani di Calabria, che ormai da 7 mesi lavora su questo territorio riunendo le energie degli universitari di dentro e fuori sede per la costruzione di una regione più idonea e conforme alle nostre intime aspirazioni. Il cammino intrapreso ci ha permesso di penetrare più a fondo la realtà di questa terra, individuarne e studiarne le problematiche e le vicende. Il quadro emerso è fatto di grandi dubbi, talmente grandi da stimolare all&acute&#59inerzia, all&acute&#59abbandono, alla rinuncia. Parliamo di dubbi inestricabili, neppure di amarezze o di delusioni, signor presidente. E questo teniamo a precisarlo. Il dubbio se impermeabile e soprattutto statico e fisso è più grave e terribile di ogni qualsivoglia amarezza o altro fatto negativo. Il fatto si consuma nell&acute&#59attimo e si palesa&#59 spinge alla spiegazione, all&acute&#59azione, alla disamina. Noi siamo invece preda di una confusione paurosa, di quella confusione che impedisce il senso della cittadinanza. È il silenzio colpevole della democrazia, signor presidente. Quando vedi i fatti scivolare senza apparente spiegazione o intervento di chi dovrebbe provare a rendicontarli. Quando le forze scendono e dicono la loro, si attaccano ma non si confrontano, si esaltano singolarmente ma non si affrontano (nel senso buono del termine). Viviamo quella democrazia che non spiega, il crollo di quel benedetto uso pubblico della ragione che Habermas definiva come chiave di vera democrazia nella società di massa: quella responsabilità che congiunge governanti e governati in un volersi ascoltare e mettersi nelle condizioni di capire, vicendevolmente. Che è assieme ascoltarsi, argomentare, contendersi, congiungersi. La democrazia vive anzitutto di un insieme di valori e condizioni che prevede la presenza di molteplici punti di vista, il confronto possibile e schietto, quella tavola comune di valori che disegna e contribuisce alla formazione e difesa dei due principi. Così in Calabria pare che governanti e forze d&acute&#59opposizione ancora di pressione della società civile vivano due orizzonti di ragione separate e incomunicabili. Così non ci sono speranze. È lo stesso concetto che la sola Ulixes aveva comunicato quando le proposero le assurde dimissioni per il caso Crea. Non v&acute&#59era cosa di più sbagliata in quella richiesta perché, in mancanza di sue dirette responsabilità (anche politiche nella vicenda, signor presidente) tracciava il solco dell&acute&#59incomunicabilità tra due forze, istituzioni e società civile, che non possono invece non vedere spiragli comuni costruttivi, anche nelle circostanze peggiori. Signor presidente, da una parte esiste un ente regionale che continua a non fornire risposte e ragione eventuale su una serie di spiacevolissime circostanze&#59 tra cui basti citare la legge vergogna sul BURC (sul quale si è prossimi a referendum), i ripetuti scandali che hanno coinvolto i principali esponenti dei DS, perché Nicola Durante fa il segretario di giunta da giudice del TAR (l&acute&#59autosospensione è giunta in colpevole ritardo, perché non va a Roma ad incazzarsi, signor presidente, perché a Lamezia, Cosenza, Vibo si continua ad uccidere, a corrompere, a ficcare le speranze dei cittadini non eroi e non v&acute&#59è un provvedimento urgente. Perché Fortugno resta lì impunito, perché nasce il PDM.Perché questa giunta continua a trascinarsi esanime senza un minimo di senso di responsabilità,colpendo a morte quella regione che tutto può fare fuorché fermarsi, trascinarsi come corpo morto sul mare in tempesta delle innovazioni e delle sfide dell&acute&#59economia del nuovo secolo. Perché continuiamo ad accontentarci, signor Presidente. Perché continuiamo a non sognare, a non sperare di essere i protagonisti della svolta. A dare a quel popolo in perenne attesa, il segnale di un salto storico? Ma perché? Perché?E dall&acute&#59altra parte le cose non stanno troppo meglio. La società civile, è vero,rappresenta la nuova anima della politica, anche a livello nazionale. L&acute&#59associazionismo genera ed ispira fiducia, più, molto più dei partiti. Eppure resta incomunicabile, spesso, agli altri movimenti ed alle istituzioni. Non elabora richieste chiare, è preda dei protagonismi, si smarrisce nel ritaglio di giornale d&acute&#59un giorno, non concepisce strategie e progettualità. Alle volte è strumentalizzato e lo diviene perchè è culturalmente incomunicabile e ha troppo bisogno d&acute&#59essere cosa altra. E dunque si presta alle proteste di turno. E purtroppo c&acute&#59è da temere che chi vive una cultura d&acute&#59incomunicabilità altro non aspetti che prendere il posto dei momentanei governanti e segnare una nuova stagione d&acute&#59incomunicabilità, vissuta però dalla parte del timone. In una ruota che significa una sola cosa: la fine di tutto. Le polemiche degli ultimi giorni hanno dimostrato che i sogni di un giorno sono i fantasmi del giorno successivo. Le lettere dei figli di Fortugno hanno dimostrato che c&acute&#59è chi, con i sentimenti e perfino coi morti, desidera costruirsi piuttosto che costruire. Sentiamo davvero di non capirci più nulla. L&acute&#59unica certezza è che se l&acute&#59associazionismo vuole essere quello che deve essere è necessaria la stagione della sinergia con le istituzioni e chi governa, dialogando, proponendo, lavorando a supporto e corredo di idee. La democrazia in Calabria, signor presidente, la possiamo costruire solo assieme. Lavorando assieme e spiegandoci e spiegando ai cittadini. Nell&acute&#59uso pubblico della ragione.È per questo che nel massimo rispetto, senza ombra di presunzione e con la sfacciataggine propria di giovani determinati le lanciamo questa proposta: Ulixes, a nome dei giovani di Calabria, chiede ufficialmente un confronto pubblico televisivo che possa, con rigore e rispetto anzitutto, significare un momento di comunicazione vera di cui questa debole democrazia contemporanea necessita in forma costante. È una proposta importante che inaugurerebbe un passo significativo nelle stesse relazioni tra l&acute&#59associazionismo e l&acute&#59istituzione. Si potrebbe pensare addirittura ad un appuntamento periodico. Per questo signor presidente, la preghiamo di accettare questo invito, quale risposta ad una generazione sana che vuole scegliere una terza via, una terza via che è coesione del tessuto sociale, che è fiducia nel momento istituzionale, che è sana, laboriosa e coerente ricerca di strumenti di più vera e vissuta democrazia.In attesa di sua risposta (con fiducia),porgiamo distinti saluti L&acute&#59Associazione Ulixes