Lettera alle istituzioni, Insolvenza dello Stato

Insolvenza dello Stato e vessazione degli imprenditori e degli autonomi (ovviamente non evasori).
Come cittadino, come professionista e come imprenditore, ancor prima come responsabile di MDC Cosenza associazione consumatori membro del CNCU, essendo l’aria di questa Italia diventata irrespirabile, sono emotivamente spinto a spiegarvi la realtà dal punto di vista della gente comune categoria alla quale sento di appartenere. Non voglio entrare nel merito di questioni politiche e neanche fare valutazioni sulle competenze e sulle azioni messe in atto dall’attuale governo, sento però il dovere di rappresentarvi uno spaccato di come vive nella realtà un cittadino o un’impresa che lavora in modo autonomo ed onesto ed il suo rapporto con lo stato e le sue istituzioni finanziarie.Gli esempi qui rappresentati non vogliono essere esaustivi ma rappresentano solo alcuni dei casi di iniquità e vessazione.a) Se un impresa eroga servizi o peggio ancora forniture ad un ente pubblico, scuola, comune ecc. ed il pagamento delle fatture arriva dopo 18 mesi, come fa la stessa a pagare le imposte ed essere regolare nel pagamento dei contributi? (DURC). L’unica soluzione, solo se i soci garantiscono con il mattone, potrebbe essere di andare in banca e comprare danaro che costa, in Calabria (conti della massaia almeno il 12% anno, e dove un bonifico per contanti lo paghi 10 euro). A quanto ammonta la pressione fiscale reale, ovviamente tutto compreso? Intorno al 70%, insostenibile per chiunque.b) Se gli enti pubblici non pagano le fatture, l’impresa o il libero professionista hanno difficoltà ad essere in regola con gli enti previdenziali e se il DURC non è positivo gli enti debitori non pagano, che colpa ne ha l’impresa? I vostri funzionari e consulenti che famelicamente divorano pubbliche risorse per milioni di euro, si sono posti queste problematiche del vivere quotidiano di un’impresa? E Voi, Presidente del Consiglio, peraltro imprenditore e sig. Ministro delle Finanze vi siete posti pragmaticamente queste problematiche?
c) Per ottenere il pagamento della fattura, infine, è necessario mettersi a posto con gli enti assicurativi e previdenziali, quanto costa? Sono certo che il dato sia a Voi sconosciuto ecco il calcolo, esempio: € 100,00 pagati il 540° giorno: debito € 100,00, diritto notifica € 5, compenso riscoss. 3% su 100,00 € 3,00, inter. mora giornal. 0,016%, su 100 x 540 gg €8,64 totale € 116,64, tornando ai conti della massaia circa il 20% in più, e siccome i soldi li devi andare a prendere in Banca devi aggiungere i relativi interessi, nel frattempo sei rimasto senza la possibilità di utilizzare la macchina, bloccata da Equitalia, e magari per importi più grossi con la propria casa in vendita all’asta, il tutto perché lo stato italiano è insolvente ma nessun tribunale lo può dichiarare fallito.d) Vorrei lasciare alla vostra competente valutazione, un ultimo caso di un imprenditore che avendo chiuso un anno in pareggio si trova per l’anno successivo ad avere un utile di 60.000/70.000 euro, una vera iattura, tra tasse, imposte, oneri previdenziali fissi ed a percentuale, anticipazioni  e balzelli vari, è un miracolo se riesce a soddisfare le esigenze primarie sue e della propria famiglia, ma questa è un’altra storia, lontana anni luce dal vostro contesto economico e sociale.
Giorgio Durante
Calabrialibre
Presidente Movimento difesa del cittadino Cosenza