Lettera Aperta ad Angela Napoli

Gentile On.le Angela Napoli, essere oggetto di continue interrogazioni parlamentari, a ben tre ministri della Repubblica, non è cosa sopportabile in silenzio, per un semplice cittadino, ma ancor di più, per chi come me, spende la propria vita a difesa della legalità e per lo sviluppo della propria terra. Una vita fatta di sacrifici e non di lustrini e passerelle, o antimafia di facciata o a pagamento. Avrebbe potuto nel frattempo occuparsi di ben più gravi questioni che riguardano questa terra, questioni che Lei ha dimostrato di conoscere bene. Le questioni che riguardano la Camera di Commercio di Cosenza sono è vero questioni importanti e di carattere generale, ma il buonsenso avrebbe voluto che prima di mettere alla gogna mediatica un qualunque cittadino, si fossero prese circonstanziate informazioni, altrimenti si fa di tutta l´erba un fascio, tirando in ballo persone e situazioni che per il loro ruolo marginale, sminuiscono e rendono poco seria una questione a dire il vero importante. Riconoscendole una sua onestà intellettuale, ritengo opportuno fare alcune doverose precisazioni in relazione a tutto ciò che ormai campeggia mio malgrado in modo persecutorio e quasi quotidianamente sulla stampa e su internet con riferimento alla mia modesta persona in relazione alla mia breve permanenza lavorativa presso la Camera di Commercio di Cosenza. Certo un sospetto mi sovviene, se le interrogazioni in oggetto hanno lo stesso contenuto e adoperano la stessa terminologia, che ci sia dietro una unica regia? La musa ispiratrice di scenari da “sottobosco camerale”, come ebbe a dire il Commissario Rende, certo non può vantarsi di essere originale, ma se di “copiato” si tratta , da lei , non più scolaretta, almeno, avrei preteso un certo approfondimento. Sappia comunque che gli articoli apparsi sui quotidiani nei primi giorni di Febbraio, sono stati oggetto di ricorso all’autorità giudiziaria da parte mia a tutela della mia immagine professionale, che da tutto ciò, e dai successivi strascichi nelle più alte sedi istituzionali, Camera e Senato ne esce fortemente ed irrimediabilmente danneggiata. Lei a tutto questo sta dando il suo contributo, ma con ciò non mi sottraggo a darle quelle risposte, che avrebbe potuto ottenere semplicemente acquisendo le informazioni del caso, in particolare in merito ai 13.337,33 Euro lordi percepiti per “pochi mesi” di lavoro, per la precisione i pochi mesi sono nove, le sembra scandaloso che un professionista percepisca circa 900,00 euro mensili netti? Augurerebbe alla sua prole un così tanto guadagno? E si scandalizza proprio Lei che quella somma percepisce in meno di un mese? Ben tre rappresentanti del Parlamento Italiano, hanno ritenuto di interrogare ben tre ministri della Repubblica, per avere chiarimenti come è stato possibile che in Italia un professionista di provata capacità, sia stato remunerato con 13.337,33 Euro lordi per oltre nove mesi di lavoro. Mi consenta tutto ciò è grottesco, in un’Italia dove oltre 500.000 persone vivono di politica, dove la classe dirigente è comprovatamente, corrotta, e pervasa dall’illegalità, lo dice Lei nei suoi numerosi interventi, dove gli incarichi consulenziali e le assunzioni clientelari sono all’ordine del giorno, dove i costi della Politica hanno toccato vette mai prima raggiunte, lo scrivono i suoi stessi colleghi, un cittadino e padre di famiglia deve essere mediaticamente linciato per esser stato chiamato a risanare un’azienda che stentava nella fase di start-up, e che per ciò gli era stato conferito un compenso di poche migliaia di Euro. Mi creda, se c’è una cosa che mi turba, in tutto ciò, come cittadino e come Presidente di una associazione che si batte per il rispetto dei diritti civili e per l’affermazione della legalità, Calabrialibre, è quella che da buon cittadino ho contribuito ad eleggere dei rappresentanti o dei nominati, faccia lei, che alla luce dei fatti , e non solo per quelli che personalmente mi vedono protagonista, sono una vera e propria vergogna, indegni per una società moderna che si dice appartenere alla civile Europa.Gradirei , compatibilmente con i suoi impegni, avere la possibilità di incontrarla per meglio rappresentarle le mie ragioni, con la speranza che non disattenda la mia istanza come già è accaduto tempo fa da parte di un Senatore della Repubblica, che ebbe a scrivere le medesime cose, ma che ovviamente si è sottratto al suo dovere di ascoltare un cittadino, per ottenere dei chiarimenti in modo diretto.Giorgio Durante, fiero Cittadino e non mesto suddito.