Lettera aperta ai politici calabresi

In questi giorni sono tanti gli spunti, offerti dai comportamenti della politica regionale, per avviare una seria riflessione sull’intero mondo della dirigenza di casa nostra. Noi però, vogliamo evidenziare come anche nei comportamenti della quotidianità e del rispetto delle norme comportamentali più semplici, ci sia da parte vostra un indecorosa noncuranza, mancanza di senso civico e rispetto del cittadino. Lo scorso anno tutti siamo rimasti sorpresi dalla attenzione posta da alcuni di voi, più in vista, nel fare gli auguri di buon anno, a tutti i calabresi, tutti, così recitava uno dei manifesti più diffusi. Dobbiamo forse ritenere che una volta occupata la poltrona, gli auguri non si fanno a nessun calabrese, nessuno? Ovviamente, il fatto in se, è per alcuni versi banale e forse pure paradossale, evidenzia però una caratteristica intrinseca nel politico Calabrese, che è quella della presa in giro, quella di una disincantata indifferenza nei confronti dell’elettorato una volta raggiunto l’obiettivo. Certo è che la credibilità, voi l’avete già persa da un pezzo, ed è da un pezzo che la gente ha disistima, per un mondo, che ormai da solo, è costretto ad autoreferenziarsi. Non vogliamo tornare sempre sugli stessi argomenti, ma come pensate di avere credibilità se avete preso l’impegno di cambiare completamente la dirigenza regionale, ma che, al contrario avete confermato quasi tutti, soprattutto quelli che in passato erano stati al centro di inchieste e rinvii a giudizio? Come pensate che i calabresi alle prese con i tanti problemi del lavoro e della quotidianità, possano aver digerito i fatti di parentopoli, dove molti di voi eletti con il suffragio di ampie fette di popolazione, per arrotondare i circa 11.000, Euro che percepite assumete, mogli, amanti, figli, congiunti e compari di ogni genere; per non parlare poi degli assessori, anche loro scontenti di percepire oltre 30.000 euro mensili, per cui cercano di far anche loro “cresta”. Ma davvero voi politici pensate che i calabresi credano, che basti una legge, in particolare quella sull’etica, per bloccare un’immoralità diffusa e forse congenita nella classe dirigente calabrese, una legge che non tocca assolutamente altri tipi di incarichi o altri tipi di affari familistico che vedono coinvolti gran parte dei vertici regionali? Non provate neanche a convincerci della bontà delle scelte fatte con la nomina dei dirigenti delle aziende sanitarie, di cui l’assessore al ramo, coraggiosamente se ne assunta la paternità, sappiamo a quale logica le stesse rispondono, alcuni, sono peraltro, stati riconosciuti come “compagni di merenda” di stretti collaboratori dello stesso presidente. Vorremmo, inoltre, che vi cimentaste, magari, a spiegare ad una mamma con due figli minorenni, in condizioni di dimostrata indigenza e marito detenuto, perché dalla graduatoria prima casa è stata esclusa a favore di altri sicuramente meno bisognosi, non fateci dire chi sono gli altri, voi tutti arrossireste dal sicuro imbarazzo. Certo non tutto è illegale, per fortuna, ma non diteci o cercate di convincerci che ciò sia morale. E poi, cosa c’entra la magistratura con l’etica? Questo lo chiediamo a coloro di Voi, sempre pronti a recarsi in Procura, come accaduto nei giorni scorsi per tutelarsi, in seguito ad alcuni articoli apparsi sulla stampa e su internet, che evidenziavano alcuni comportamenti ritenuti da qualcuno, forse censurabili eticamente. Forse ancora, alcuni di voi non hanno capito un concetto che, ai più, appare semplice; che non tutti gli atti non conformi all’etica sono per questo illegali, non sta a noi spiegare che molti atti pur rientrando nel rispetto delle leggi, se messi in essere da un politico potrebbero non essere eticamente corretti. Noi cittadini, oggi valutiamo i comportamenti, non le sentenze, quelle lasciano il tempo che trovano, o forse si vuole ancora gettar fumo per mimetizzarsi nel caos che ormai avvolge i palazzi del capoluogo per portare a termine “mission” di ben altro tenore e contenuto? La nostra non vuole essere solo una sterile critica, ma vuole soprattutto essere un invito, a tornare a fare politica, a lavorare per la gente, a dare anche solo segnali di inversione di tendenza comportamentale. Ma se i comportamenti non rispettano neanche lontanamente la volontà espressa dal popolo, vedi assessori in carica privi di titolarità politica, assessori che restano abbarbicati alla propria poltrona solo grazie ad un sistema di poteri, che nulla hanno a che fare con la volontà popolare, anzi quella calpestano, come pensate allora che la gente guardi alla politica?.E mentre c’è una moltitudine di gente rassegnata che si allontana sempre più dalla politica, con piacere prendiamo atto che c’è una gran parte di cittadini provenienti soprattutto dal mondo delle professioni, che vogliono partecipare, vogliono sapere cosa accade nei palazzi, vogliono valutare per determinarsi. Sono ormai oltre 6000 i calabresi che hanno visitato e partecipano ai forum del sito della nostra associazione (www.calabrialibre.it). Molti hanno deliberatamente deciso di esprimersi con un giudizio sull’operato della giunta Loiero, attraverso il sondaggio presente sempre sullo stesso sito, giudicandola nella sostanza in modo molto negativo. A noi rimane il compito di raccogliere denunce e malumori, forse è anche per questo che non temiamo più le accuse che qualche volta riceviamo, di qualunquismo o di essere demagogici, e nemmeno altri tipi di consigli che ci vorrebbero più addomesticati. Quello che noi denunciamo sono i fatti che toccano i calabresi come persone, non fatti che devono avere per forza rilevanza giudiziaria, ma fatti che scuotono le coscienze dei cittadini onesti che in tanti vivono in questa regione, ed è sui comportamenti eticamente censurabili che noi non saremo mai transigenti con nessuno di voi, neanche con coloro che abbiamo contribuito a far sedere sulle comode poltrone della Regione, con la convinzione che avreste lavorato per la gente, con la gente, non per “nciuciare” o per godervi solo privilegi personali. Intanto ci sia consentito di suggerirvi un momento di seria riflessione, per un 2006 che segni realmente un’inversione di tendenza non solo economica e sociale della regione ma anche e soprattutto nei comportamenti vostri come classe dirigente, vorremmo, inoltre che il nuovo anno vi porti ad avere maggiore considerazione dell’intelligenza dei calabresi tutti, e per ultimo consentiteci, questo anno gli auguri di buon anno ai calabresi, tutti, li facciamo noi.