Lettera di Pino Quartana Segretario NPA

Al Presidente dell´Associazione Calabria LibreGiorgio Durante – CosenzaCaro Durante,quel che stai facendo personalmente e quel che stanno facendo i tuoi amici dell´Associazione CalabrialIbre è veramente degno di apprezzamento sincero non solo da parte dei calabresi, ma degli italiani tutti. Il partito che guido, il ´Nuovo Partito d´Azione´, si identifica in pieno con la vostra battaglia e quando dico vostra non mi riferisco solo a te ed alla tua associazione, ma a tutto il nascente movimento per la legalità calabrese, che ha sancito proprio nei giorniscorsi la sua volontà di marciare unito al di là delle diverse appartenenze di sigla. Quanto accade da anni non solo nella società calabrese, flagellata dalla grande malavita organizzata, ma anche nel mondo della politica regionale è grave, gravissimo ed intollerabile in ogni altro scenario occidentale, europeo e finanche nazionale. Quel che accade in Calabria però non è solo affare dei calabresi e richiede risposte che non vanno chieste solo alla società civile calabrese. La questione è ormai quella di una terribile emergenza nazionale le cui radici,nazionali, oltre che calabresi, risalgono, secondo noi del ´Nuovo Partito d´Azione´, addirittura all´inizio della nostra storia repubblicana e democratica. La nostra tesi è che chi combatté veramente per l´Italia libera aveva in mente un Paese completamente diversoda quello che poi si è purtroppo realizzato. Tiricordo e ricordo a tutti i calabresi onesti che ci fu una forza politica piccola, ma determinante per la liberazione che si chiamava Partito d´Azione, che questo leggendario ed incomparabile partito sostenne da solo un peso enorme nella Resistenza, che questo Partito di veri galantuomini ( nel senso più bello deltermine e con galantuomini fra virgolette) era guidato dal capo della Resistenza, Ferruccio Parri. Questi fu anche il primo presidente del Consiglio dell´Italia liberata fino al momento in cui non tornarono i vecchi partiti, i sepolcri imbiancati. Parri ed il suoPartito volevano combattere le varie mafie, criminali e non, e questo non piaceva evidentemente ai partiti di massa della nascente prima Repubblica che schernirono Parri ed emarginarono il Partito d´Azionefino a che esso non si sciolse. Da allora comincia la nostra storia, la triste storia della prima Repubblica falsamente superata dalla seconda. Dopo sessant´anni di continui tradimenti della democrazia, di collusioni, di trasformismi, di clientelismo, di parassitismo sperperatore e quant´altro, i partiti chedeviarono il corso rinnovatore della Resistenza hanno fatto ritornare (in Calabria, ma anche nelle altre regioni del Sud) quei don Luigini di cui parlava un altro grande azionista, lo scrittore Carlo Levi. Ma noi neoazionisti crediamo che i don Luigini pseudo-democratici siano addirittura peggiori di quelli impietosamente descritti da Levi nel suo”Cristo si è fermato ad Eboli”, anche perché ora essi sono in numero enorme. Il discorso sarebbe davvero troppo lungo. Lo riprenderemo magari quando verrò in Calabria.Per il momento, sappiate, voi di CalabriaLibre e delle altre associazioni calabresi per la legalità, che i neoazionisti, eredi diretti di quel grande italiano che fu Ferruccio Parri, vogliono far rivivere, sessant´anni dopo, il sogno o l´utopia di un´Italia pulita, seria, moderna, onesta e giusta e che quindisono totalmente e sinceramente al fianco vostro e di tutti quei calabresi che vogliono dire finalmente basta al malaffare ed alla malapolitica, anche quando quest´ultime si nascondono dietro i rituali dellademocrazia, anche quando si celano dietro le finte vesti di governi di centrosinistra.Pino A. QuartanaSegretario Nazionale del ´NUOVO PARTITO d´AZIONE´ – Roma