Lettera di Umberto Calabrese

Sono stato aggredito, insultato, ma in realtà è stata aggredita,insultata la DEMOCRAZIA.Nella festa dei lavoratori, nel cuore della Roma Democratica,fra migliaia di giovani dei call center e di quei lavoratori chefaticano ad arrivare alla fine del mese, raccoglievo firme per la legge diiniziativa popolare, finalizzata a introdurre le primarie aperte nel sistema elettoraleitaliano. In qualità di Coordinatore Nazionale della Campagna Verso l’Italia delle primarie, assolvevo a una raccolta firme congiunta con il Comitato per il Referendum Eettorale, una raccolta gioiosa, democratica compiuta da organismi distinti che vogliono, seppur in modo diverso, provare a risanare l’attuale situazione italiana.Una festa di democrazia, interrotta bruscamente da un gruppo di 20 – 30, giovani guidati da un adulto che millantava di essere un sindacalista, cosi come suoi “Bravi” o “squadristi”, millantavano di essere di un partito di Sinistra di quella sinistra radicale, che si batte per la democrazia. No, non posso credere, che un partito di governo, un partito di lavoratori, abbia opossa allevare “violenti squadristi” che MI ASSALGONO, URLANDO, MASSONE, BUFFONE, LA PIAZZA E’NOSTRA, CERCANDO IL CONTATTO FISICO E BRANDENDO BOTTIGLIE.Il fatto ritenuto più grave e nocivo per ogni sistema democratico si può identificare nella sottrazione illecita dei moduli di raccolta firma. Ne sono stati rubati per circa 200 o più firme dicittadini che hanno voluto esprimere il loro favore sia per le primarie aperte che per il referendum.Da cattolico democratico, che ha lottato e lotterà sempre, per la DEMOCRAZIA e la LIBERTA’, non mi sono fatto intimorire ed ho continuato a raccogliere firme. A raccoglierle anche per quei 20 – 30 squadristi, affinché siano tutelati da un sistema democratico, che ti permette di scegliere, attraverso le Primarie Aperte, i propri rappresentanti.Esprimendo a Mario Segni la più totale solidarietà, mi appello a tutte le forse politiche e sociali, in particolar modo, alle forze a cui gli squadristi millantavano di appartenere, di prendere le distanze, da questi elementi, che turbano la normale vita democratica del Paese.Ho dato già mandato all’Ufficio legale del Comitato per le primarie aperte di predisporredenuncia dei fatti accaduti, non potendo restare impunite azioni di gravissima lesione dei dirittidemocratici e costituzionali.Ed invito i volontari della campagna Verso l’Italia delle primarie ed i volontari delReferendum a intensificare la raccolta di firme: l’Italia democratica non si può fermare!