“Libertà d’Informazione e Giustizia”

“Libertà d’Informazione e Giustizia” – Matera 5 Aprile 2009 Una platea molto attenta ha seguito il convegno promosso dal settimanale “Il Resto” e dalle associazioni “Progetto Legalità”; Sassikult; “Rinascita Civile”; “Circolo Lucano Matera”; “Cittadini Attivi di Bernalda”; “Associazione Antiracket di Montescaglioso”. Sul tema: “Libertà d’Informazione e Giustizia” sono intervenuti: Luigi de Magistris (Magistrato); Carlo Vulpio (Giornalista) e Leonardo Pinto (avvocato penalista) con una breve prolusione della signora Maria Santeramo (delegata in rappresentanza delle associazioni) e dell’On. Pierluigi Zazzera (coordinatore per la Puglia dell’Italia dei Valori). Il tema era particolarmente sentito poiché la Basilicata e la stessa città di Matera costituiscono quello che potrebbe definirsi l’epicentro del terremoto giudiziario che sta scuotendo la classe dirigente meridionale. L’inchiesta “Toghe lucane”, a di là degli sviluppi giudiziari che vedono indagati diversi magistrati posti ai vertici del mondo giudiziario lucano, ha fatto conoscere uno spaccato fatto di commistioni, di insabbiamenti, di cortesi concessioni, favori e regalie. Quella che veniva definita “Basilicata Felix” si è scoperto essere un posto certamente bellissimo, sicuramente ricco di risorse naturali ma (evidentemente) preda di pochi sfaccendati. Questo già emerge con chiarezza dagli atti delle indagini si qui svolte e depositate con gli atti di chiusura in più d’una Procura della Repubblica presso Tribunali italiani. Diversi gli episodi citati per esemplificare e rendere agli intervenuti un quadro “caravaggesco” dei grandi temi della libertà d’informazione e della giustizia in Basilicata. C’è il Procuratore di Matera (Chieco) che conserva nel suo computer personale le querele (private) del sindaco (Buccico). C’è il senatore della Repubblica (Bubbico) che ha gestito (prima che assurgesse ai palazzi del parlamento) un finanziamento europeo per diversi miliardi (lire) ma non ha prodotto nemmeno un foulard con la seta che improbabili bachi avrebbero dovuto tessere per lui. C’è il parlamentare del PdL (Pittelli) che si dimette per potersi difendere meglio ma si vede respingere il gesto dai parlamentari del PD, che evidentemente non volevano fare a meno di tanto politico. Ad ogni episodio, ad ogni affondo, un applauso. È un clima diverso dal solito, è un pubblico coraggioso, rincuorato, finalmente certo che il cambiamento è possibile. Il male assoluto, dice De Magistris è il voto di scambio. Tutto ha un inizio ed una fine, anche il più corrotto dei poteri, ma occorre combattere il voto di scambio. In altri termini occorre evitare che la classe politica si auto-elegga. Cambiare è possibile e “mandarli a casa” è possibile. Altri applausi. Chi lo avrebbe detto qualche anno fa che a Matera in una solare giornata d’Aprile si sarebbe potuto raccontare, con tanto di nomi e cognomi, della scomparsa delle differenze ideologiche per una comunanza di volgari interessi economici. “Lo dobbiamo ai giornalisti coraggiosi”, ha detto l’avvocato Leonardo Pinto, a quei giornalisti che non hanno inteso sottacere quanto emergeva nelle inchieste giudiziarie. È un clima nuovo, qualcosa che si respira nell’aria, negli sguardi e nei sorrisi. “O si cambia o è il diluvio”, testimonia Carlo Vulpio ed aggiunge che “deve iniziare la rivolta dei buoni”. Non c’è violenza, non ci sono vendette o pogrom da organizzare. “La rivolta dei buoni” di quella “maggioranza” di cittadini laboriosi che non può consentire lo scivolamento verso la “dittatura dolce” che sembra prendere ogni giorno qualche metro alla democrazia ed alla costituzione repubblicana. Questa è l’immagine che resta di una splendida esperienza di democrazia partecipativa di cui diverse centinaia di cittadini italiani sono stati testimoni e protagonisti. Nonostante la pressione psicologica di una “contro-manifestazione” organizzata a pochi metri dall’ingresso del congegno. Si son voluti chiamare “Associazione vittime di de Magistris” e sono imprenditori e maestranze in difficoltà dopo il sequestro giudiziario del cantiere “Marinagri”. Ma in realtà sono vittime di quegli amministratori che hanno concesso autorizzazioni e licenze illegali per costruire un villaggio alla foce di un fiume, cosa espressamente vietata dalla Legge. Sono vittime della mala-politica e della mala-burocrazia di chi ha concesso di realizzare opere e sfruttare volumetrie approfittando di terreni del demanio dello Stato. Sono vittime di un sistema politico-affaristico che ha ingoiato migliaia di miliardi di fondi statali ed europei senza produrre sviluppo. “Luigi De Magistris”, conclude il moderatore del convegno, è accusato di aver messo in discussione la credibilità dell’intera regione Basilicata ma non è vero. Egli ha chiuso le indagini indicando solo 34 presunti responsabili di gravissimi reati: 9 magistrati; 14 fra politici e funzionari della pubblica amministrazione; 6 alti ufficiali e membri delle forze dell’ordine; il resto è vario. Ebbene, da cosa discende l’accusa secondo cui indagare queste 34 persone equivale e delegittimare 600 mila onesti e laboriosi lucani? Inizia una nuova era, oltre a quelli che sono di destra, di centro e di sinistra adesso ci sono quelli che sono per la difesa delle istituzioni, della libertà e della costituzione. Bisogna, inevitabilmente, scegliere da quale parte stare.