Licenziamoli tutti

Parafrasando Beppe Grillo, secondo il quale tutti gli eletti non sono nient'altro che dipendenti della collettività e quindi dei cittadini, assumendo per buono questo assunto siamo certi di volere nei loro confronti il licenziamento per giusta causa. Assoluta mancanza di produttività e il venir meno del rapporto fiduciario nei confronti del datore di lavoro. L'appuntamento elettorale di fine marzo è l'occasione giusta per licenziare in tronco tutto il Consiglio regionale che ha visto Loiero governatore, ma che ha dimostrato – qualora c'era bisogno di ulteriori conferme – trasversalismi e  connivenze governo-opposizione, destra-sinistra se volete, estrema compresa. Ne è la riprova che Assessori della Giunta Loiero oggi cercano asilo nel centro-destra, con tanto di voti non liberi a corredo. Laddove dovesse fallire il progetto della società civile, e non dovessero entrare in Consiglio volti nuovi di quel mondo associativo che ha iniziato a camminare insieme, ci troveremmo una legislatura fotocopia, magari a giunta invertita, ma con missione di continuare lo sfascio di un territorio già flagellato. Insomma a ranghi forse invertiti troveremo, mai si avveri, gli stessi uomini del consiglio precedente, ci si spieghi il motivo razionale per cui dovrebbero far meglio, anche se  promettono miracoli da terra promessa, nei manifesti elettorali. L'occasione è unica e forse irripetibile; tra l 'altro se licenziati, se ne andrebbero con pinguissime liquidazioni oltre 50.000 euro pro capite, oltre ad aver percepito circa un miliardo delle vecchie lire di stipendi durante l'intera ultima legislatura, a nessun licenziato o cassa integrato è andato tanto, fortunati anche in caso di licenziamento. Questa è la casta locale che succhia le ultime risorse destinate allo sviluppo di questa terra, ma che ancora spera di trovare nettare per se e i loro rampolli pronti a subentrare anche nelle stanze del Consiglio, la politica nei geni. Ci appelliamo a tutti i calabresi, ma soprattutto ai clienti vecchi e nuovi dei dinosauri della politica, per una riflessione sullo stato delle cose, sull'affidabilità in relazione agli impegni assunti, valutando se ciò che questi hanno preso, è equo rispetto a ciò che hanno dato, invitiamo poi tutti a guardarsi intorno, affacciarsi ad uno sportello ticket di un qualunque ospedale, o in una camerata degli stessi. Per non parlare poi dello stato dell'ambiente dall'inquinamento alla cementificazione, alla mancanza di opportuni sistemi di depurazione, guarda caso per ogni problematica o inefficienza c'è o c'è stata un'inchiesta giudiziaria da Poseidone a Why-not, i cui esiti giudiziari poco importano davanti all'evidenza dei fatti, palpabili e visibili. Gran parte dei cittadini calabresi hanno preso coscienza delle nefandezze ordite dalla sua classe dirigente; dai movimenti e dalle associazioni calabresi che hanno promosso e si sono strette intorno ad un nuovo progetto, un solo invito: guardatevi intorno, immaginate cosa lasciamo alle future generazioni. Se poi le cose vi sembrano andar bene così, prego accomodatevi pure; votate pure chi volete, il voto è libero. Forse…

Ufficio Stampa Antonio Palermo