L´inchiesta della Procura di S.M. C. V.

I carabinieri del comando provinciale di Caserta, reparto operativo, nucleo operativo, hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 19 agli arresti domiciliari. Sono state eseguite inoltre, si legge in un comunicato del procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Mariano Maffei, tre ordinanze interdittive nei confronti di esponenti politici ed amministratori regionali. I reati contestati vanno dall´associazione per delinquere al falso in atto pubblico, alla corruzione, alla concussione e alla turbativa di appalti. In particolare le indagini hanno consentito di accertare che i concorsi pubblici gestiti dagli indagati nelle loro diverse qualità istituzionali non venivano vinti «dai candidati più bravi e meritevoli – si legge in un comunicato diffuso dal procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, Mariano Maffei – bensì esclusivamente dai candidati “sponsorizzati” da Carlo Camilleri e dal suo partito», ossia l´Udeur.Carlo Camilleri, è il segretario generale dell´Autorità di Bacino del Sele e consuocero del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, da martedì è ricoverato nell´ospedale di Benevento per un malore. A Camilleri l´ordinanza cautelare è stata notificata in ospedale dai carabinieri del nucleo operativo del Comando provinciale di Caserta. Le indagini, condotte dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sono durate circa un anno e hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione di appalti e servizi pubblici della provincia di Caserta. Secondo quanto riferito dal procuratore le indagini hanno evidenziato un dato che «ha consentito di fare luce su di un tessuto illecito stabilmente radicato nell´area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania».Secondo le accuse «un tessuto fatto di trame fitte, di connivenze e di complicità così forti tanto che molti enti pubblici regionali e molti enti locali campani hanno confermato le loro scelte non improntando ogni valutazione al perseguimento di interessi pubblici – continua il comunicato – bensì asservendo il bene interesse della cosa pubblica all´interesse di un gruppo ristretto di persone», persone vicine o esponenti del partito del Campanile. «Facendosi forte del potere politico amministrato dal partito Udeur orienta di fatto ogni scelta e ogni decisione di enti locali in cui sia presente uno schieramento politico di tale partito». La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata eseguita nei confronti di Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, del sindaco di Benevento Fausto Pepe e degli assessori regionali Luigi Nocera e Andrea Abbamonte. Agli arresti domiciliari anche Ferdinando Errico, capogruppo regionale dell´Udeur, ed il presidente della Prima commissione regionale Nicola Ferraro. Secondo le accuse i primari ospedalieri non venivano nominati dai direttori generali delle Asl «sulla base delle loro capacità professionali – scrive il procuratore Maffei – bensì sulla base delle indicazioni fornite loro da esponenti politici di rilievo».Le gare d´appalto per il conferimento di incarichi di progettazione non venivano affidate «a professionisti che garantissero economicità, qualità ed efficienza nelle loro prestazioni verso l´ente pubblico», ma coinvolgendo esponenti politici regionali con la garanzia di far beneficiare di finanziamenti pubblici gli enti che vincevano le varie gare d´appalto.Secondo il procuratore Maffei l´eterogeneità delle azioni illecite «è espressione dell´esistenza di un sistema che travalica le conoscenze individuali e le competenze specifiche e che si pone come strumento di controllo e di potere della vita pubblica campana e non solo».Il sistema, secondo le accuse, sarebbe stato «ben fortificato» anche presso le autorità giudiziarie amministrative, in particolare il Tar Campania, investite «dai ricorsi presentati nell´interesse dei soggetti terzi vicini agli associati o ai loro oppositori».Il provvedimento nei confronti di Sandra Lonardo Mastella è stato richiesto dal pm Cimmino della procura di Santa Maria Capua Vetere e firmato dal gip Francesco Chiaromonte. L´ipotesi di reato è tentata concussione nei confronti del direttore generale dell´ospedale di Caserta. Le indagini sarebbero partite da alcune intercettazioni a carico di un consuocero di Sandra Lonardo, che telefonicamente avrebbe vivacemente protestato con il direttore di un ospedale per una nomina.L´inchiesta giudiziaria riguarderebbe un presunto giro di favori. L´episodio contestato alla moglie di Clemente Mastella riguarderebbe le modalità seguite per una nomina nell´ospedale di Caserta.La moglie del ministro della Giustizia, la signora Sandra Lonardo Mastella, è finita nei guai per una «grande sfuriata telefonica che la donna avrebbe fatto al direttore di un ospedale in merito ad una nomina». Lo afferma l´avvocato Titta Madia, difensore della donna, che ritiene anche «sconcertante aver appreso la notizia dagli organi di informazione». Il «contrasto» tra la signora Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania, ed il manager, sarebbe secondo il penalista «solo di carattere politico e non ha nulla a che vedere con dazioni di danaro o vantaggi di altro tipo». Secondo quanto riportato dal difensore, la signora si trova, al momento, nella sua abitazione in attesa che gli ufficiali giudiziari le notifichino il provvedimento emesso dal Gip di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Chiaromonte.Nell´ambito dell´inchiesta della magistratura di Santa Maria Capua Vetere sarebbe stato notificato un provvedimento di interdizione, oltre che al prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano, anche al presidente di sezione del Tar della Campania, Ugo De Maio.