L´indipendenza dell´Agcom

In Europa ci sanzionano perché non siamo trasparenti e obiettivi nell’informazione e non rispettiamo le regole di una corretta informazione. Guardate in Italia cosa succede: una trasmissione, Annozero, ha raccontato i fatti che hanno coinvolto il governatore della Sicilia Cuffaro, condannato a 5 anni di carcere per aver favorito dei mafiosi, una condanna seppur in primo grado che la legge prevede la sospensione, tanto che si è dovuto dimettere. Un fatto gravissimo, un presidente della regione che viene condannato per aver favorito dei mafiosi qualcuno lo deve raccontare. Lo hanno raccontato un po tutti, ma tutti per far vedere con quanta dignità dopo la condanna offriva cannoli, meno Annozero, che invece ha raccontato chi è questo personaggio. Apriti cielo, ma non apriti cielo non contro Cuffaro per quello che ha combinato, ma contro la trasmissione che lo ha raccontato.Addirittura, subito dopo sono partiti degli esposti verso l’organo di controllo del servizio pubblico, che si chiama “Autorità per le garanzie nelle comunicazioni” (Agicom). 24 ore dopo l’Agcom ha già punito Santoro e la trasmissione Annozero dicendo che non è stato obiettivo e che deve riparare il danno. Quale danno? Viene da chiedersi “ma cos’è questa grande autorità delle comunicazioni? Chi sono questi personaggioni?”L’autorità per le comunicazioni è un’autorità che viene nominata dal sistema dei partiti, nel 2002 era stata nominata sotto il governo Berlusconi, e soprattutto ci vanno persone che sono legate al sistema dei partiti. In definitiva mi pare proprio che più di giudice sia un controllore che viene nominato dal controllato affinché nessuno disturbi il manovratore. Questa è la verità. Voglio avere rispetto verso le autorità, però ci vuole indipendenza anche da parte loro, perché un’autorità per le comunicazioni che prende una decisione di questo genere nei confronti di una trasmissione soltanto perché racconta i fatti, si ha la certezza che lo scopo non sia quello di dare pari opportunità, ma sia quello di impedire che i cittadini conoscano i fatti. Permettete anche a me di dare un’informazione su chi sono i componenti di questa autorità, poi giudicate voi.Presidente è Corrado Calabrò, che ha già spiegato che si è mosso in base ad esposti, cioè qualcuno ha fatto un esposto se no non si muoveva, ma chi ha fatto l’esposto? Sempre dei politici. Da chi vengono nominati? Dal sistema politico. Chi è Calabrò? E’ del Tar Lazio, ma non è solo un magistrato: lo ha indicato il vice-premier Fini, è calabrese e ha 73 anni, è stato capo della segreteria di Aldo Moro, ha fatto parte di una dozzina d’incarichi ministeriali come capo di gabinetto all’industria, al bilancio, all’agricoltura, all’istruzione e alla sanità. Un uomo che è stato sempre al servizio delle istituzioni, cioè che ha conosciuto un mondo politico enorme. E’ amico di Maccanico, ma anche di Corrado Carnevale, il famoso giudice “ammazza-sentenze” come dice Travaglio quando racconta chi è questo signore. Calabrò sicuramente è una persona perbene, certo ha fatto parte di vari organismi, e insieme a lui hanno deciso anche vari commissari. Lo aiutano in questo lavoro Giancarlo Innocenzi, era dirigente Fininvest e sottosegretario di Forza Italia: ma come? Questa è un’autorità e di questa fa parte un membro che viene da una struttura di partito, addirittura da una struttura da un’attività di quel genere? C’è anche un certo Enzo Savarese, anche lui un ex deputato di AN, ex dirigente Alitalia. Chi fa parte di questo gruppo di giudici che hanno detto che Santoro non poteva raccontarci nulla su Cuffaro c’è anche un certo Gianluigi Magri, ex sottosegretario UDC. Trovassimo qualcuno che sia della cosiddetta “società civile”. Poi “grazie a Dio” c’è Nicola D’Angelo, che è stato capo di gabinetto di Maccanico e capo ufficio legislativo di Fassino alla Giustizia. C’è anche un certo Michele Lauria, ex senatore della Margherita. Uno per ogni partito “non fa male a nessuno”, ma a proposito non poteva non esserci l’Udeur: Roberto Napoli, medico chirurgo, esperto in comunicazioni evidentemente, ex senatore Udeur. Ma non è che questo sia un luogo più d’ex o di qualche trombato di troppo? Poi c’è Sebastiano Sortino, un tecnico di livello come lo è Calabrò, con un passato di direzione della federazione editori e grande esperto di pubblicità. Dimenticavo la Lega: Stefano Mannoni, editorialista del Foglio e de Il Giornale, indicato appunto dalla Lega, noto per aver appoggiato le peggiori leggi vergogna, come quelle poi fatte a pezzi dalla consulta. A proposito, questo Mannoni è quello che, uscita la sentenza della corte di giustizia su Europa7, ha fatto un articolo su Il Giornale in cui ha detto che non ha sbagliato chi non ha dato le licenze ad Europa7, ma la corte di giustizia europea. Chiaro il concetto?Morale della favola: chi controlla i controllori, ma chi nomina i controllori? Se a nominare i controllori sono il sistema dei partiti, e ogni partito ci mette il suo, di destra e di sinistra, indipendentemente dalla buona fede dei singoli partecipanti, è una Casta che si chiude. Si ha l’impressione che qualcuno voglia informare in un modo diverso i cittadini, vuole far conoscere l’altra verità, quella che piace ai partiti, quello che piace alla Casta. Ci si chiude, scatta un organismo che condanna chi fa il proprio dovere. E’ successo in materia di giustizia con i vari De Magistris, Forleo e altri, succede con l’informazione, per questa informazione che vuole essere libera a tutti i costi, e succede nella politica per chi come l’Italia dei Valori, per me personalmente, cerca di non farsi condizionare dalle logiche della spartizione e della lottizzazione. Ecco perché ho l’impressione che dopo questa crisi di governo, nella prossima legislatura, bisogna ritornare al “resistere, resistere, resistere”.Antonio di Pietro