L´indulto passa tra le tensioni

L´indulto passa tra le tensioniE´scontro Di Pietro-BertinottiL´Italia dei Valori vota contro, il Pdci di Diliberto si astiene ROMA – La Camera ha dato il via libera al provvedimento di indulto che ora passa all´esame del Senato. I sì sono stati 460, i no 94, gli astenuti 18. Hanno votato contro l´Italia dei Valori Lega e An. Il Pdci si è astenuto. Gli altri gruppi di maggioranza e opposizione si sono espressi a favore. L´approvazione del ddl lascia sul terreno una spaccatura nella maggioranza che avrà sicuramente degli strascichi. La giornata è stata segnata da numerose polemiche. Quella più dura tra Di Pietro e Bertinotti. Casus belli è la decisione annunciata dall´ex pm di pubblicare sul proprio sito internet i nomi dei parlamentari che hanno votato a favore dell´inclusione del reato di voto di scambio nel provvedimento di clemenza. Bertinotti bolla la scelta come “deplorevole”, ma il ministro non ci sta e accusa il presidente della Camera di “censura”. “Se Bertinotti non ritirerà le proprie parole si aprirà un caso politico”, spiega Di Pietro. Mastella, che ieri ha minacciato le dimissioni, ribadisce le proprie posizioni intervenendo in Aula: “Non c´è un´opinione del governo per la semplice ragione che questa è materia parlamentare”. Poi ha spiegato che non esistono divisioni nella maggioranza ma solo “opinioni diversificate”. Però poi il ministro non ha negato una staffilata proprio al collega Di Pietro: “Non posso accettare il giudizio per cui chi è contro l´indulto è in regola moralmente e chi è favorevole ha invece qualche vicinanza col tratto dell´immoralità”. Quanto al leader dell´Idv, non ha smorzato i toni e ha parlato di “patto scellerato” sull´emendamento – poi bocciato – che riguarda l´esclusione del voto di scambio mafioso. L´emendamento contestato, quello che puntava a escludere dall´indulto il voto di scambio, è stato bocciato dall´aula della Camera, con 408 no, 57 sì e 53 astensioni. L´Ulivo, Forza Italia e il Prc hanno votato contro, la Lega nord e l´Idv a favore, mentre An si è astenuta. In particolare hanno votato a favore tutti i deputati dell´IDV e della Lega, 12 deputati dei Comunisti italiani, 5 esponenti di An, tra cui Teodoro Buontempo. In più è arrivato il sì di Enrico La Loggia (Forza Italia), Maurizio Zipponi (PRC) e di due deputati dell´Ulivo, Antonio Misiani e Antonio Rotondo. Luciano Violante, invece, ha preferito abbandonare l´aula. L´emendamento è stato bocciato con il no dell´Ulivo, di Forza Italia, di Rifondazione comunista e di 6 deputati di An. Nel generale clima di tensione si è aggiunta anche la decisione del gruppo Pdci di astenersi. Ad annunciarlo è stato il leader Oliviero Diliberto. “Noi siamo da sempre a favore dell´indulto – ha dichiarato – ma non possiamo condividere questo testo che prevede il beneficio anche per il voto di scambio”. Nell´Ulivo è così partita, sul filo di lana, la caccia al parlamentare. Mentre Fassino avvertiva che “così può saltare tutto”, il capogruppo Dario Franceschini e diversi esponenti di Ds e Margherita hanno “trascinato” in Aula tutti gli assenti. La chiamata alle armi ha funzionato, il provvedimento infatti è stato approvato con 40 voti in più rispetto alla maggioranza dei due terzi richiesta.