L´innovazione che verrà

Che la nostra regione avesse le risorse per potercela fare, lo sanno tutti. Che fosse indispensabile l´innovazione tecnologica per la creazione di un “sistema Calabria”, lo ricorda l´Ulivo riunito all´Holiday Inn. «E´ la nostra mission», spiega Marco Minniti che vede la sua coalizione in grado di colmare «il vuoto che un tempo era riempito da Dc, Pci e Psi». E non fa nulla se in corso c´;è la campagna elettorale, così “c´è la possibilità di parlare di queste cose”. Il giorno prima, i Ds, hanno detto la stessa cosa sulla sanità. Ma ieri, seduti uno accanto all´altro, c´erano i rappresentanti dell´intera coalizione. La stessa che «ha dato importanza all´innovazione utilizzando consapevolmente le tecnologie». Enza Bruno Bossio, amministratore delegato di Cm Sistemi Sud lo rivendica con orgoglio e ricorda che nel frattempo «sono cresciute le competenze di tre settori: università, imprese ed enti locali». Dopodichè, con rammarico si chiede «come mai, nonostante gli investimenti, la Calabria non è diventata un punto di forza? E perché i tanti punti di forza della regione non sono diventati sistema?«. Gli interrogativi della Bossio diventano così una tirata d´orecchie alla «mancata digitalizzazione dell´amministrazione pubblica» e ai «soggetti creditizi» che guardano ancora al passato. Il diellino Franco Bruno «deve scappare», lo attendono altri incontri, ma prima non rinuncia a dire che «il centrosinistra si è speso tanto per l´innovazione». E poi, che diamine, «governiamo regione, enti locali, tra un po´ saremo al Governo se falliamo non abbiamo alibi».Anche il sindacalista della Cisl, Paolo Tramonti, guarda con interesse l´innovazione e ne riconosce le potenzialità, ma il rettore dell´Unical, Giovanni Latorre, spera che il discorso innovativo «rimanga tema e non diventi ritornello». Poi, da accademico, precisa: &Innovazione non è solo informatica, ma biotecnologia, informatica e nanotecnoligia». Il protezionismo non piace all´amministratore delegati di Sirfin, Renato Pastore, che infatti «non lo cerca, perché sennò finiremmo nella macchina tritatutto della politica». Ma una cosa alla Regione la chiede: «Quando scrivete un bando, non penalizzate le imprese nostrane. Vogliamo fare squadra e non battaglie tra poveri». «Il tuo cuore batte a sinistra, ricordalo». L´;assessore regionale Sandro Principe guarda Pastore negli occhi e poi difende il suo lavoro, quello dei due distretti tecnologici nati nei nove mesi di giunta Loiero. Ma l´ex sindaco di Rende vorrebbe fare di più e chiede a sindacati e imprese: «Datemi una mano, perché la mia attenzione è forte».Marco Minniti pensa al governo regionale, vede «il bicchiere mezzo pieno», ma non sottovaluta che «il delta delle esportazioni è negativo. La Calabria non solo è ferma, ma indietreggia». La mente del diessino vola al 2010, quando il Mediterraneo diventerà un´;area di libero scambio, “ma se ci arriviamo in queste condizioni, corriamo un rischio drammatico”. La soluzione. «Basta con una regione che è la somma delle diversità. C´è bisogno del sistema Calabria”.Massimiliano Palumbo