Lo Stato siamo Noi? E l´etica?

Si accusa spesso la gente di aver scarso senso dello stato, qualche altra volta si sente la frase, da fila alla posta, lo stato siamo noi, per giustificare molte delle inefficienze della pubblica amministrazione. E proprio vero, ogni tanto il dubbio ci assale: lo stato siamo noi? Perché è avvenuto lo scollamento tra la gente e le istituzioni?La risposta è molto semplice, uno stato civile si dà delle regole e delle leggi, ma il rispetto di queste non basta, la percezione dei comportamenti immorali è alta in una società in forte crisi sociale ed economica. E così le regole e le leggi che regolano la vita dei cittadini sembrano opprimenti ed ingiuste rispetto ad una piccola parte della popolazione che pur non mantenendo comportamenti rigorosi e etici, ma non per questo illegali, vive una realtà completamente avulsa dalla triste quotidianità. Una realtà fatta di benefit, di ogni genere, che va dal posto garantito, alla sicurezza garantita, al benessere garantito, all’impunità garantita. Come può sentirsi un cittadino che per piccole violazioni, può trovarsi il mezzo (Moto o Scooter) con il quale si sposta confiscato o per non aver pagato un tributo, anche piccolo si trova la casa ipotecata d’ufficio, l’immagine o la sensazione del cittadino, in questi casi è quella di vittima di una ingiustizia, come un usurato nei confronti di un usuraio, nel passato questi comportamenti fortemente coercitivi da parte delle istituzioni non esistevano, pare di essere tornati al medioevo. La percezione che si sia vittima di un’ingiustizia è maggiore se lo stesso soggetto è creditore e nello stesso tempo debitore dello Stato, lo Stato ti costringe al pagamento in modo coercitivo mentre il cittadino deve aspettare anche 10 anni per avere quando da lui avanzato, sempre che si ricordi di interrompere i termini di prescrizione altrimenti perde pure il suo diritto. Inutile poi sentire la gente sul livello e la qualità dei servizi pubblici, servizi che costano sempre di più rispetto ad una qualità sempre più scadente, se lo stato fossimo davvero noi i servizi che ci daremmo sarebbero certamente migliori. Ma la percezione di uno scollamento totale tra le istituzioni e la gente si accentua con il venire a sapere come si comportano gli amministratori ed i governanti, le cosiddette “leggi ad personam” sono una mina vagante per chi le propone, anche se con l’uso addomesticato dei media gli effetti negativi sono attenuati, ma quello che in modo dirompente spezza il delicato rapporto cittadino istituzioni, e la scoperta di comportamenti non etici, seppur non illegali dei pubblici amministratori.Questo lo stiamo misurando ora in Calabria con ciò che è accaduto con il neo Assessore Egidio Masella, il quale, con l’aggravante di appartenente al partito della Rifondazione Comunista, in poco più di 4 mesi aveva trasformato l’assessorato in un’azienda familiare, alla quale davano il loro contributo collaboratori sponsorizzati da altri politici, o funzionari faccendieri buoni per ogni tempo. Una sorta di scambio di partner; un po’ come accade in parlamento (la p minuscola è voluta) che per non assumere direttamente la propria moglie l’onorevole assume quella di un altro, il tutto crea un vorticoso scambio di coppia, un’impressionante orgia di benefit e milioni di euro, auto blu, ed altre amenità ancora. Ma, questo occorre dirlo, l’ingenuo Masella è solo una vittima sacrificale di una faida interna al suo partito, che potrebbe avere gravi conseguenze su tutta la Giunta Loiero, una sorta di carica cava che detonando per simpatia (reazione a catena) può avere effetti sociali e politici devastanti. D’altronde il metodo Masella è un metodo diffuso e legittimato, ma sicuramente non etico, che impera da almeno 25/30 anni. Il presidente ed i suoi collaboratori lo sanno, magistrati e giornalisti alla corte dell’imperatore che si sono tirati dietro mogli, amanti e concubine, figli, figliasti e nipoti. La gente lo immaginava, lo sentiva dire, ma non lo sapeva, non aveva le prove. Una comunità in forte depressione economica, che vede sperperare così il pubblico danaro, può avere le reazioni più inaspettate, forse anche violente, al senso di rassegnazione al quale un intero popolo si era ridotto segue il forte sdegno ed il contrasto emotivo, di una dirompente rabbia interna, che prova repulsione verso una classe politica, riconosciuta inetta, e nullafacente, ma ora pure truffaldina e nepotista. In una regione dal reddito così basso con grandi fasce di popolazione alle soglie della povertà ciò è troppo, davvero troppo. Non si possono chiedere sacrifici a chi ha già dato tutto, a chi ha perso anche la speranza, di un futuro migliore, senza rischiare una rivolta sociale dalle conseguenze incalcolabili, la gente ha consapevolezza, che c’è una parte della società che vive ed ingrassa a dismisura, attaccata alle mammelle della Regione che drena danaro da Roma e da Bruxelles da 50 anni, danaro servito solo ad allattare migliaia di parassiti, incapaci e sanguisughe, un fiume di danaro che in 50 anni non ha portato sviluppo, sicurezza, civiltà, cultura. Come può sentirsi un padre di famiglia che a stento arriva a fine mese, apprendendo che un assessore, di questa regione, già reo di aver falsificato il proprio curriculum, ha anche sperperato ben 146.000 euro in carburante per la sua Jaguar, come ci si può sentire parte dello stato (la s minuscola è voluta) quando lo stesso dimostrerà con i cavilli dei migliori avvocati assoldati con i soldi sottratti all’intera comunità calabrese di non aver violato alcuna legge, ma non venite a dirci che il suo comportamento rispetta l’etica, perché allora la gente sono certo si “incazza”. E dopo il comunista Masella pescato con le mani nel sacco, vorremmo sapere come si mette Omiss. Potremo continuare per ore, potremmo elencare tutti i dirigenti nominati da Loiero e confrontarli con quelli degli ultimi 20 anni, poche o nessuna differenza, molti di questi nomi li abbiamo letti nelle cronache giudiziarie, qualcuno di questi rimasto invischiato nelle maglie della giustizia, e messosi a riposo, forse anche per godersi il bottino, è stato oggi richiamato dal Presidente per affidargli un incarico assai delicato. Penso che con Loiero, fortemente votato dai calabresi, la politica ha perso l’ultimo treno, per cercare solo un’inversione di tendenza, questa purtroppo non c’è stata, anzi. Questo è il senso dello stato che hanno i nostri amministratori, un’interpretazione che mortifica milioni di calabresi Giovani e Vecchi, fascisti e comunisti, democristiani e socialisti, tutti indignati per il livello così basso raggiunto, se questo è lo stato, per fortuna lo stato non siamo noi.