LOBBY POLITICA, IMPRENDITORI, MASSONI

INCHIESTA CATANZARO: LOBBY POLITICA, IMPRENDITORI, MASSONI CATANZARO – Un altro terremoto giudiziario si abbatte sulla Calabria della politica, dell´impresa, della società: un presunto gruppo di potere trasversale agli schieramenti politici viene infatti messo sotto accusa dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris, che ha ordinato 26 perquisizioni in tutt´Italia.Sono finiti nel mirino tre consiglieri regionali (due sono assessori in carica nell´;esecutivo di centrosinista), ma anche un generale della Guardia di Finanza, imprenditori.Il tutto tenuto assieme, sempre secondo l´;ipotesi accusatoria, da una loggia massonica coperta, la Loggia di San Marino, che avrebbe influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche sia per l´utilizzo di finanziamenti che per l´assegnazione di appalti. Oggetto del contendere, infatti, sarebbe stata proprio la gestione del denaro pubblico, che De Magistris definisce “devastante”.L´;inchiesta è stata chiamata “Why not”, dal nome di una società di lavoro interinale, e buona parte delle 300 pagine che compongono il decreto di perquisizione firmato da De Magistris è piena zeppa delle intercettazioni telefoniche ed ambientali con conversazioni di politici di tutti gli schieramenti con l´; ex titolare, Antonio Saladino. Il gruppo di potere trasversale vedeva anche un generale della Guardia di Finanza, Paolo Poletti, attuale capo di stato maggiore delle fiamme gialle, ma anche Piero Scarpellini, un consulente “non pagato”, ha precisato Palazzo Chigi, dell´Ufficio del consigliere diplomatico per i paesi africani che dipende dalla Presidenza del Consiglio. E poi anche i servizi segreti: tra i perquisiti un dipendente del Sismi ed uno del Cesis. Tutti gli ingredienti, insomma, di un altro groviglio di potere che prese le mosse alcuni anni fa con un´inchiesta parallela a quella di oggi, la Poseidone, in cui erano indagati politici ed amministratori quasi tutti del centrodestra. Un´inchiesta sull´uso dei fondi sulla depurazione, cui poi si sono aggiunti altri filoni legati all´uso delle risorse nell´informatica e per i lavoratori a termine. Nell´ inchiesta Poseidone è indagato anche il segretario nazionale dell´Udc, Lorenzo Cesa, accusato di avere raccolto, attraverso una sua società, fondi in favore del suo partito. I tre politici calabresi oggetto delle perquisizioni odierne sono il vicepresidente della Giunta regionale, Nicola Adamo; il consigliere regionale Antonio Acri (entrambi dei Ds), e l´assessore regionale all´agricoltura Mario Pirillo, del Partito Democratico Meridionale. Adamo ha parlato in una dichiarazione di un “manifesto politico” ai suoi danni. L´esponente della Quercia, che già nel settembre scorso era stato destinatario di un avviso di garanzia da parte dello stesso magistrato, afferma di ricavare solo la certezza “che non si intende perseguire o accertare alcun reato ma, invece, perseguitare la mia persona, la mia famiglia ed infangare il mio partito su ipotesi suggestive ma farsesche. Più che ipotesi di reato mi sembra di leggere, attraverso l´ordinanza, un vero e proprio calunnioso manifesto politico.Basta con questa caccia all´uomo. Però, non ho fiducia che ciò possa essere fatto da un ufficio giudiziario che nell´aula sovrana del Parlamento della Repubblica Italiana è stato definito un verminaio”.Pirillo parla di”riferimenti del tutto errati ovvero privi di qualsivoglia rilevanza penale” e si dice “naturalmente certo che, all´esito della serena e corretta valutazione dei fatti in argomento, verrà confermata l´assoluta mancanza di addebiti a mio carico”.