Loiero All´Unità

Il Governatore ha scelto il quotidiano L´Unità per lanciare un incomprensibile messaggio, forse nel tentativo, di iniziare a ricostruire un immagine personale e delle istituzioni, oramai inesorabilmente compromessa. Raccontarla ai diessini di tutta Italia è certamente diverso che raccontarla ai conterranei, che delle sue gesta conoscono molto e direttamente, la scelta della stampa nazionale è stata una buona trovata ma non lo mette sicuramente al riparo da un dibattito che sicuramente si aprirà. Certo tutti noi calabresi, della società civile antimafia, siamo solidali con coloro che operano in questa Regione, sotto la minaccia della “Ndrangheta”, chiunque esso sia.A noi calabresi, tuttavia, risulta incomprensibile, ma soprattutto contraddittorio, il modus operanti del Governatore, a partire dalle modalità di applicazione dello Spoil System, che ha visto i grandi manovratori restare al loro posto con poteri rafforzati, sono loro che reggono il sodalizio con il mondo dell´illegalità che si nutre di risorse pubbliche. Questo sarebbe stato, il vero, segnale forte, tagliare il cordone ombelicale, che lega gli apparati regionali agli ambienti mafiosi, è questo il contesto che il Governatore conosce bene e sul quale aveva promesso di intervenire con decisione, recidendolo. L´unica cosa che invece ha reciso è il suo rapporto con i partiti e con i calabresi che l´avevano votato. Se si sente isolato non è colpa di nessuno, è solo una questione di scelte, a nostro parere sbagliate. La politica antimafia lasciamola stare, non è fatta di comitati fantasmi con componenti super pagati, l´ultimo esborso oltre 150,000 euro per un attività che di concreto non ha partorito nulla, ma proprio nulla, ai quali vanno sommati qualche altro centinaio di migliaia di euro per diverse discutibili iniziative editoriali da parte del Consiglio, L´antimafia è altra cosa, è quella di Monsignor Bregantini, dei Ragazzi di Locri e del suo leader Aldo Pecora o dei ragazzi di Lamezia, degli imprenditori come Callipo e de Masi, delle associazioni come Calabrialibre o Calabria Protagonista, questa è la Calabria Antimafia, quella che porta avanti il disegno di legge Lazzati che vede in prima fila il Magistrato della Suprema Corte Romano de Grazia, e che giorno 16 Gennaio, sarà presentato a palazzo Madama, del quale le massime istituzioni regionali dopo averlo sottoscritto, si sono dimenticati, questa è l´antimafia povera e concreta, che le istituzioni Regionali spesso avversano, ma che sicuramente ignorano, quella che lotta e combatte. Il Governatore, avrà certamente, ascoltato il Prefetto de Sena il quale ha indicato con chiarezza dove sono i mafiosi, non quelli con la coppola, e che nonostante l´incalzare delle inchieste non mollano le poltrone, protesi come sono a difendere potere e prebende. E se proprio è molto deluso da come è stato trattato può sempre sbattere la porta e andare via come farebbe chiunque, al posto suo, i Calabresi sarebbero più tranquilli, se non si ha il coraggio di cambiare meglio andare a casa.