Manifesto per una nuova Resistenza

Versione 1.1Il Presente documento redatto a più mani è un “work in progress” per la definizione di un manifesto per una nuova politica.(Si prega collaborare) inviando i contributi al seguente indirizzo manifesto@larepubblicadeicittadini.comManifesto per una nuova resistenza per l’affermazione di una vera Repubblica dei CittadiniPolitica, sordo-muta, poteri forti, compatti contro le inchieste Calabro-LucaneCompromesso irrimediabilmente il lavoro di inquirenti e Magistrati.Oltre 100.000 firme raccolte e migliaia di cittadini in piazza, non hanno scomposto un solo pelo dal cuoio capelluto di coloro che hanno deciso di smantellare l’inchiesta Calabro-lucana. Un’azione compatta, spettacolare, nello stesso tempo provocatoriamente impudente e volutamente intimidatoria. Dinanzi a tale sfrontatezza non può che coglierci una forte sensazione di impotenza, accompagnata all’indignazione, che non trova conforto in nessuna giustificazione o speranza. A scanso di equivoci, diciamo che l’inchiesta prima solo scippata è stata ora anche smantellata, pertanto nessuno accadimento, ne tantomeno la speranza che una decisione favorevole degli organi investiti della vicenda, possa rimettere indietro le lancette dell’orologio. Non c’è che da prendere atto della grande sconfitta della democrazia, della giustizia, di noi tutti cittadini italiani, una sconfitta perpetrata in modo non intelligente e subdolo ma in modo rozzo e prepotente, una metodologia che potrebbe essere definita “caterpillar”, irriguardosa delle prassi, delle leggi, della costituzione e della volontà popolare. Ciò dimostra quanto giuste erano le contestazioni espresse prima dal PM de Magistris ma supportate, poi anche da altri autorevoli e coraggiosi esponenti della magistratura, ma soprattutto quanto forti siano i poteri da lui messi allo scoperto, così forti da sottrarre a lui le inchieste, trasferire i suoi più fidati collaboratori, mandare a casa i periti che con lui hanno collaborato, ma cosa ancora più inquietante sottrarre tutto il materiale dell’inchiesta dalle mani di chi l’aveva raccolto. Su quello hanno messo le mani le forze dell’ordine, su mandato del P.G. facente funzione di Catanzaro, quelle stesse che hanno, attraverso i loro vertici promosso e trasferito il Capitano Zacheo uomo di fiducia di de Magistris. Non c’è che dire ecco la dimostrazione che i poteri forti e trasversali esistono, politica, servizi, forze dell’ordine e magistratura tutte insieme non a difendere lo stato, ma ad ordire trame e brigare contro un’indagine che li avrebbe e forse li ha messi a nudo. Quale istituzione da sola avrebbe potuto operare una così profonda ed orchestrata epurazione? Nessuna evidentemente. Cosa è sceso in campo contro la democrazia e la giustizia, si evince dal “turbillion” di nomi altisonanti e pure inquietanti, che sono emersi dalle intercettazioni del Perito, ora pure lui licenziato, Genchi, documento originale pubblicato su internet, dove si legge di Ministri, Sottosegretari di ieri e di oggi, Presidenti del Consiglio, immancabili faccendieri Piduisti e/o Sanmarinesi, comandanti della Finanza e di forze dell’Ordine, Prelati e organizzazioni ecclesiali, Il cerchio si chiude, il teorema è dimostrato, il popolo deve soggiacere supino, la Costituzione piegata ai poteri, la giustizia pure. Che centra l’invocata attesa dei passaggi della Giustizia? Con una valutazione popolare che giudica le istituzioni per quello che fanno, per i loro comportamenti, in questo caso e non solo, evidentemente censurabilissimi. Possibile che c’è la necessità di ribadire il dovuto rispetto di un codice etico non scritto ma che è inderogabilmente e perentoriamente in vigore in tutte le civiltà occidentali? Proprio in virtù di questo, ci poniamo delle domande che sottoponiamo alle massime istituzioni dello stato, dalle quali ci aspettiamo rapide risposte ed esaudienti.1- Chiediamo se è opportuno che un Ministro della Repubblica o un Parlamentare abbia rapporti con soggetti mafiosi o elementi collusi o condannati? 2- Se è opportuno candidare Politici che nel passato si sono macchiati di crimini e delitti?3- Se è opportuno che questi restino nelle aule parlamentari?4- Se è opportuno che condannati o semplici indagati, siedano nella commissione antimafia?5- Se è opportuno influenzare l’informazione o manomettere le inchieste, o aggiustare i processi?Tutto questo purtroppo accade puntualmente in Italia, senza che nessun potere istituzionale intervenga, se non con il commentino del giorno dopo, nessun intervento forte, urlato ed autorevole, forse perché nessuno è più autorevole oggi di quei poteri che per anni hanno governato e che ancora governano l’Italia repubblicana, tutti gli altri sono solo figuranti silenti e prezzolati. A dispetto di un popolo che ha iniziato a prendere coscienza c’è ancora un potere parlamentare autoreferenziato, sordo, che mette la testa sotto la sabbia, l’informazione ormai viaggia su internet, ed entra in tutte le case, in molti ambienti anche istituzionali per evitare le intercettazioni cominciano a viaggiare i pizzini, si passa così da Mafia a Mafia, quella di ieri e quella di oggi con gli stessi comparaggi e regolamenti, con le stesse collusioni e commistioni, con i Giudici ammazza inchieste, riabilitando anche quelli ammazza sentenze, perchè possono sempre servire, istituzioni al servizio di un sistema perverso, e non al servizio dell’Italia plurale, democratica e repubblicana, rispettosa delle autonomie, alla quale dichiariamo di appartenere ancora e che per l’affermazione e la difesa della quale annunciamo una nuova resistenza che mette insieme le forze ancora sane della società civile e del mondo politico-istituzionale.Movimento per una nuova resistenzaFirmatari:Calabrialibre