Mastella Attentato alla Costituzione

Chiediamo un parere ai giuristi: ma in questa azione del ministro Mastella potrebbe configurarsi il reato di attentato alla Costituzione?a cura di Giovanni Pecora Come ci ricorda Wikipedia, nel diritto penale l’Attentato contro la Costituzione dello Stato è il reato previsto dall’art. 283 del codice penale (modificato dalla legge 11 novembre 1947, n. 1317), commesso da chiunque “commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato“.Classificato come delitto contro la personalità dello Stato (e tecnicamente come un delitto di attentato), prevede la pena della reclusione non inferiore a dodici anni, aumentata fino a 1/3 in presenza di circostanze che rivelino l’eccezionale gravità del reato. Teoricamente nei casi più gravi potrebbe essere punita con una pena detentiva di durezza pressocchè pari all’ergastolo, dunque.La fattispecie individuata da questa norma non richiede un generico mutamento della Costituzione, ma soltanto quel mutamento che sia effetto di azioni differenti da quelle previste nella Carta stessa (più di un autore ha peraltro rilevato che basti la differenza dalle previsioni costituzionali, non occorrendo che si tratti di azioni vietate).Circa la mutazione della Costituzione, non ne è necessario il conseguimento, bastando il mero atto idoneo che sia diretto in maniera non equivoca a realizzarla.Di questo reato sono stati accusati in tempi recenti, con un certo clamore, i responsabili della loggia P2 (insieme ai vertici dei servizi segreti italiani), ma in fatto ed in diritto la Corte di Assise di Roma non raggiunse prova delle accuse ascritte, così confermata anche dalla II Corte di Assise di Appello.Oltre agli esponenti della loggia massonica P2, in tempi più recenti sono stati incriminati per questo reato numerosi dirigenti del partito “Lega Nord”.In questo caso, oltre alla situazione evidente di conflitto di interessi tra il ministro Clemente Mastella, titolare del dicastero della Giustizia che utilizza la sua ”facoltà” ministeriale di promuovere un procedimento disciplinare con richiesta di trasferimento per un magistrato, e l’on. Clemente Mastella, segretario nazionale dell’Udeur intercettato, nel corso di una delle indagini portate avanti dallo stesso magistrato contro cui ora chiede una grave sanzione disciplinare, mentre si intratteneva amabilmente al telefono con uno dei più importanti indagati nell’indagine denominata giornalisticamente “Why Not?” (v. l’articolo “Mastella intercettato dai pm di Catanzaro“), si potrebbe ipotizzare una grave violazione del dettato Costituzionale quando il ministro anzichè esercitare la sua facoltà di promuovere un’azione disciplinare presso il CSM si arroga il diritto di richiedere un “trasferimento immediato cautelare” per il magistrato che ancora non è stato sottoposto al giudizio disciplinare dell’unico organo costituzionalmente competente a giudicarlo ed eventualmente solo alla fine del giudizio predisporne un trasferimento?Recita infatti l’Art. 105 della Costituzione: “Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati“.Ed inoltre all’art. 107: “I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l’azione disciplinare“.Cosa potrebbe succedere, nell’ipotesi si sollevasse realmente la questione di attentato alla Costituzione a carico del ministro Mastella?Per i reati ipoteticamente commessi da membri del Governo la notitia criminis viene raccolta dal Procuratore della Repubblica e trasmessa , immediatamente, omessa ogni indagine, a un COLLEGIO SPECIALE , istituito presso il Tribunale del capoluogo del distretto di Corte di Appello competente per territorio. Tale collegio, entro 90 giorni, compiute indagini preliminari, e sentito il p.m., o dispone l’ARCHIVIAZIONE, oppure, TRASMETTE gli atti, con relazione motivata, al Procuratore della Repubblica, per l’immediata rimessione al PRESIDENTE DELLA CAMERA COMPETENTE&#59 il Presidente invia alla Giunta per le autorizzazioni&#59 la giunta riferisce all’Assemblea, con relazione scritta. L’Assemblea può, a maggioranza assoluta dei suoi membri, negare l’autorizzazione a procedere oppure concederla&#59 in tal caso, il processo penale fa il suo corso dinanzi a quello che è stato chiamato “Il tribunale dei ministri”.Per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni dal Presidente del Consiglio o dai ministri, la pena è aumentata fino a 1/3 in presenza di circostanze che rivelino l’eccezionale gravità del reato.I reati di cui parla l’art. 96 Cost. (*) sono REATI COMUNI, che hanno , però, una particolare colorazione politica: cioè sono reati comuni commessi più che nell’esercizio delle pubbliche funzioni, GRAZIE alla presenza di quelle funzioni.Insomma, sono reati comuni che potevano essere commessi soltanto da persone che fossero ministri&#59 perché, se fossero stati privati cittadini, in pratica, non avrebbero potuto commetterli.(*) Articolo 96 Cost. “Il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale”.GP