Mastella si difende su Rai uno da Vespa

Mastella approfitta del programma di Vespa e del servizio pubblico per far passare la sua tesi, contro la piazza e de Magistris. Uno squallido spettacolo è andato in onda su Rai uno, il tutto orchestrato da Bruno Vespa prono come sempre, al potente di turno, questa volta, Clemente Mastella. Collegato da New York, per tutta la durata della trasmissione, ci auguriamo non con il satellite a spese del contribuente (visto gli altissimi costi del satellite), come accadde con l´aereo di Stato per Monza, ha avuto modo di esprimere tutto il suo disappunto in una sorta di coro monocorde, spalleggiato da ospiti guarda caso tutti Pro Mastella compresi quelli di sinistra che pure c´erano. Noi qualunquisti, antipolitici e neoterroristi come ci ha definito il Guardasigilli, abbiamo seguito con attenzione il programma di Vespa e le tesi Mastelliane, non ci hanno assolutamente convinti, pretestuose come le sue accuse lanciate alla Forleo e de Magistris. Siamo sempre più convinti che il Magistrato Partenopeo abbia toccato il nervo scoperto di un sistema affaristico-clientelare che di fatto soffoca lo sviluppo regionale. Certo dare la disponibilità di un canale televisivo nazionale, perfino via satellite, per una difesa personale, è un fatto a dir poco sconcertante, cose che accadono solo in Italia, in questa Italia dove la politica è casta ed è soprattutto difesa di interessi corporativi, a qualunque costo. Tutta la trasmissione non ha mai posto al centro quelle questioni, a partire dall´etica e della scomparsa di milioni di euro oppure ancora il mancato sviluppo, il processato era de Magistris, tutto il resto non è emerso, e Vespa si è ben guardato dall´approfomdire le questioni importanti, anzi ha dato voce in finale al Parlamentare Pittelli il quale ovviamente ha taciuto i rapporti tra il Procuratore Lombardi e lui o degli intrecci societario-fideiussori che li vedono entrambi protagonisti. In finale gran chiusura di Mastella con il placet di Vespa, povero Clemente vittima di un complotto orchestrato non si sa da chi. Certo che se un complotto c´è e appare in tutta la sua evidenza è contro il popolo calabrese che grazie a questa classe politica ha perso tutti i treni e non solo quelli di trenitalia, che ormai passano sempre più raramente.