Mentre Adamo urlava

Mentre Adamo urlava, come gli capita sempre quando é in difficoltà, dal podio del Modernissimo, per dimostrare alla platea che lui era entusiasta e onorato (letterale) delle candidature di Latorre e Calipari, la moglie nell’atrio chi lo sa a quale titolo cercava di mostrarsi buona, non le capita quasi mai, con la marea di gente imbufalita contro la Regione e quindi il marito, sui canoni delle case. Un primo pegno pagato alla defenestrazione del sindaco. Il marito inveve tirava l’ennesimo schiaffo ai calabresi e contemporaneamente si autocelebrava dicendo che che c’è di meglio della vedova Calipari, di Latorre che si impegna in Calabria, così lui il grande regista, non è vero, è Minniti, continua a fare l’ammiraglio unico e incontrastato, non è vero, è Minniti. Il popolo in sala restava esterrefatto, così come difronte all’ora e passa di Ambrogio che come se fosse stato all’opposizione vataliava contro Eva.Poi Hoo che si dava una botta di modernità e passava alle primarie e il grande mandarino Minniti che chiudeva il cerchio. Ma l’avete vista la sala? Dov’era la città, quella vera, che conta, che produce, che pensa? Tranne qualche curioso, faceva freddo, c’erano quelli precettati in provincia e i soliti. Dove si vuole andare, dove ci vogliono rinchiudere questi signori? Oltre a difendere le loro belle posizioni e piazzare chi non gli darà mai nessun fastidio, di Cosenza che vogliono farne? Un altro piatto da dividere è la risposta. Al Parlamento c’è il capolavoro dei capolavori, con i dirigenti che volevano candidature e si trovano estromessi e deligittimati, Latorre che mai verrà qui e se mai lo farà non sarà mai d’ombra ai capi e capetti calabresi. Calipari poi, icona della Calabria che soffre, figuriamoci.Ci teniamo tutto e tutti, ed è molto amaro il presente come il futuro.CHI CRITICA E NON ROSICA