Misiti: lo sviluppo corre sulle grandi opere

Misiti: lo sviluppo corre sulle grandi opere“Attorno a Gioia Tauro bisogna costruire la Città del Porto”. E sul Ponte non è detta l’ultima parolaL’onorevole Aurelio Misiti è uno dei quattro reggini esordienti in Parlamento. Misiti è stato eletto nella lista “Itralia dei Valori” ed è un tecnico di livello prestato alla politica.Come ha vissuto il primo giorno da deputato?Stavamo in aula con l’orecchio attento a quello che stava succedendo al Senato. Alla Camera, infatti, si viveva in un clima tranquillo poiché il risultato era abbastanza scontato. Naturalmente l’ingresso nel Parlamento della Repubblica non può che essere emozionante per tutti.Anche per uno come lei che è stato ai vertici, avendo fatto per lunghi anni il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici? Anche per me, in quanto entrare in aula per essere ascoltato dalle Commissioni parlamentari su argomenti tecnici e giuridici non porta alcuna emozione; altra cosa è il rendersi conto di poter determinare i contenuti delle nuove norme all’esame del potere legislativo.Lei è un moderato. Nella passata giunta regionale è stato assessore tecnico della giunta Chiaravalloti. Poi ne è uscito e ha fatto la scelta di candidarsi con l’Italia dei Valori. Avere un presidente della Camera come Bertinotti, che è un comunista “duro e puro”, le crea qualche imbarazzo? Ho votato in modo convinto per Bertinotti presidente della Camera, rammentando la grande importanza delle presidenze di Pietro Ingrao e Nilde Iotti. In particolare il primo era certamente un uomo di parte, molto più di Bertinotti. Eppure, durante l’esercizio di quella carica così prestigiosa, i due comunisti si sono comportati da presidenti indipendenti e autonomi. La mia opinione è che Bertinotti si comporterà allo stesso modo. E, nel contempo, costituirà nei fatti un elemento di mediazione tra coloro che intendono il partito come strumento di lotta di classe e quelli, invece, che ritengono la funzione dei partiti come mediazione tra il territorio e le istituzioni.Al Senato sarà difficile mantenere una maggioranza così risicata…..La prima uscita dei senatori ha dimostrato una compattezza superiore alle attese. Non c’è dubbio che un piccolo numero di senatori può determinare una nuova maggioranza in questo ramo del Parlamento. Ma tale operazione comporterebbe la fine anticipata della legislatura. E ciò costituisce un vero deterrente.Questo significa che i due schieramenti sono “condannati” a parlarsi, malgrado le distanze di oggi?Per questa ragione e per altre ragioni è necessario un dialogo serrato. Nessuna legge importante, sia istituzionale che rilevante dal punto di vista sociale, può essere approvata da una sola parte contro l’altra. Ciò significherebbe una rottura verticale tra due Italie che si formano finora solo in occasione delle elezioni politiche. Superate le quali, si ritorna sempre al confronto e al necessario dialogo.Quali sono le sue priorità per il rilancio della Calabria?Le mie priorità sono quelle indicate nel programma di Italia dei Valori: legalità e lavoro.Le due cose stanno insieme. Ma da dove si dovrebbe cominciare?La legalità è un concetto culturale e non si raggiunge per decreto. Essa è legata all’insegnamento scolastico, a quello familiare, all’ambiente di lavoro, al clima politico e sindacale. Quindi è un obiettivo che si deve realizzare nel tempo. E nel frattempo va alimentata la legalità attraverso la crescita economica che comporta un aumento del numero dei giovani occupati.Lei è un convinto sostenitore del Ponte sullo Stretto. Ammetterà che adesso sarà più complicato realizzarlo?Io ritengo che il programma dell’Unione sia chiaro: il Ponte non viene ritenuto opera prioritaria. Ciò non vuol dire che l’Unione rifiuta di realizzare l’opera. La mia opinione è che spesso quest’opera viene considerata a se stante, mentre io, che ritengo di essere uno dei pochi che conosca a fondo il progetto, considero prioritario il quadruplicamento ferroviario tra Salerno e Palermo. In mezzo non può che esserci il collegamento stabile tra le due sponde dello Stretto.Pensa che riuscirà a convincere Diliberto e Pecoraro Scanio? Non credo che debba essere io a convincerli, sebbene in passato ho chiarito molti dubbi sull’argomento ad altri esponenti dei Comunisti italiani e dei Verdi. Credo che Diliberto e Pecoraro Scanio ed altri dirigenti del centro sinistra decideranno in base alle reali esigenze del Mezzogiorno e non per semplici interessi di bottega.La Regione ha affidato il porto di Gioia Tauro a un soggetto di livello ma esperto in agricoltura. E’ normale tutto questo?Quest’opera è quella che mi interessa di più. Il porto va gestito con capacità e sapienza, al fine di farlo diventare un motore di ricchezza del territorio meridionale. Pertanto chi si occuperà del porto dovrà avere grande competenza e una visione del futuro sviluppo dell’area mediterranea che comprenda la crescita economica accelerata della Calabria. E’ necessario un lavoro comune tra Regione e Stato affinché si creino le condizioni per aumentare le capacità di sbarco e trattamento dei containers e nello stesso tempo creare le condizioni favorevoli alla costituzione di una vera Città del Porto. Ciò è indispensabile per attuare lo sdoganamento nel luogo, il trattamento dei semilavorati nelle aree industriali attrezzate a il trasferimento dei prodotti finiti nel rimanente territorio nazionale attraverso la realizzazione di infrastrutture intermodali che colleghino il porto all’Italia e all’Europa.Come sarà la Calabria tra cinque anni?Dipenderà da quello che saprà fare la classe dirigente calabrese per la valorizzazione del porto, per le infrastrutture (in particolare quelle ferroviarie), per l’elevamento della cultura della legalità tra la popolazione e soprattutto tra i giovani.Pino Toscano