Misiti: MANCA UN PROGETTO COMUNE

Aurelio Misiti, professore ordinario presso la facoltà di ingegneria di Roma La Sapienza, di cui è stato preside per lungo tempo, da sempre interessato al progresso della propria terra, negli ultimi anni si è dedicato anche operativamente alla soluzione di problemi annosi della Calabria come quelli delle infrastrutture. Da gran “commis” dello Stato ha favorito gli investimenti nel territorio calabrese e meridionale in genere, tanto è vero che sotto la sua direzione tecnica sono piovuti in Calabria finanziamenti per oltre 6 miliardi di euro per infrastrutture. Egli è convinto che le ricadute dirette nel territorio saranno almeno del 50% di tale somma. La sua notorietà valica i confini italiani ed europei in quanto egli è membro da decenni degli organismi di direzione internazionale delle associazioni idriche e della navigazione. Due anni fa ha fondato l´;Associazione ProCalabria allo scopo di contribuire a migliorare la qualità della classe dirigente . Lo abbiamo incontrato durante una pausa di una breve vacanza nella sua Melicucco per una panoramica sulla realtà calabrese. Quale giudizio esprime ProCalabria sui primi mesi del nuovo Consiglio regionale e della Giunta ?” Una valutazione dell´;operato della Giunta Regionale e del Consiglio, appare del tutto prematura. Tuttavia si possono fare alcune considerazioni preliminari, ad esempio la composizione dell´;esecutivo e dello staff sembra contraddire le intenzioni espresse nel documento programmatico, di cui per altro, pochi conservano memoria. Seguendo la stampa, si potrebbe pensare di essere tornati ad un protagonismo individuale senza una prospettiva comune né in Giunta e né in Consiglio. Per il momento si tratta di semplici impressioni che mi auguro vengano presto superate.”Cosa pensa del rapporto tra il nuovo governatore e le forze politiche e sociali? ” Mi piace chiamarlo presidente e non governatore. Egli si è trovato con uno statuto regionale approvato, però da tutti nella precedente legislatura, che ha limitato a due le personalità esterne della Giunta. La sua azione in qualche modo è limitata, tanto che egli è costretto ad occuparsi di tutto personalmente e quindi, a volte sono possibili, incomprensioni. Purtroppo, così come a livello nazionale, in Calabria esiste una parcellizzazione delle forze politiche che esprimono posizioni molto diverse tra loro anche sui temi fondamentali. Da qui nasce la difficoltà di tenerle tutte unite e di applicare un programma condiviso.”Lei vuole dire che la maggioranza non ha un programma condiviso?”Il programma c´;è sulla carta; solo che ciascuna parte politica lo interpreta a modo suo, essendo frutto di tanti compromessi necessari a favorire la stesura delle liste elettorali. Come sempre accade, però, la dura realtà impone le sue regole e di quel programma vi sarà ben presto un pallido ricordo.”Mi sembra una visione a dir poco pessimistica. Esistono forze come la Chiesa e gli enti collegati, i sindacati, le associazioni culturali, i movimenti nella società civile che ricorderanno ogni giorno alla Giunta e al Consiglio gli impegni da rispettare. Non è così? ” Fortunatamente la Chiesa, i sindacati, le associazioni e i movimenti come quello dei Repubblicani Europei, danno un grande contributo. Penso anche alle Università, che partecipano alla vita politica attiva come in nessun altra regione, tanto che gli stessi rettori, la cui carica è oggettivamente di terzietà, svolgono attività politica anche di parte. Ma, nonostante questo attivismo della società, la Calabria non decolla e le statistiche la collocano sempre agli ultimi posti tra le regioni.”Ed allora cosa bisognerebbe fare?” E´; noto che la Calabria, produce meno della metà di quello che consuma; ne consegue che non può che essere una regione assistita. Pertanto l´;obiettivo di fondo dell´;intera classe politica dovrebbe essere quello di raggiungere al più presto il pareggio, finalizzando ogni sforzo al raggiungimento dell´;obiettivo. In un contesto di consapevolezza generale, tutte le forze propulsive, dovrebbero concorrere a liberarsi dall´;assistenzialismo. Le liti, gli annunci, i dibattiti, non servono a nulla se non si ha la convinzione che solo l´;unità dei calabresi nell´;intento di produrre ricchezza reale, può consentire alla Calabria di salire nella classifica delle regioni. Se si ritiene che l´;attuale forma di governo non lo consenta, il Presidente potrebbe ricorrere anche ad un esecutivo istituzionale.”Lo stesso obiettivo non si può perseguire in modo meno traumatico facendo sistema, pur occupando ciascuno il proprio posto?”E´; possibile, certo; ma occorrerebbe avere una classe dirigente politica che ancora non c´;è. Una maggioranza e una opposizione che competano solo nel modo di come produrre ricchezza non le vedo all´;orizzonte. Prevalgono ancora visioni particolaristiche e divisioni strumentali, che non lasciano intravedere nulla di buono. Pensi, che, pur essendo nel 2005 ci troviamo legati a quanto deciso dopo i moti di Reggio del´ᝒ con le sedi separate della Giunta e del Consiglio con relativi sprechi ed inefficienze.”Ma cosa dovrebbero fare la Giunta e il Consiglio per trovare la via dello sviluppo?”Devono affrontare e superare le emergenze che vivono i calabresi. Per prima cosa occorre il massimo impegno dello Stato e dei cittadini per eliminare ogni residuo di criminalità organizzata, consentendo così a tutte le forze sane di potersi esprimere liberamente in ogni attività economica e sociale . A questo fine non è secondario combattere qualsiasi contiguità tra la politica e la malavita, isolando tutti coloro che in campagna elettorale , non fanno caso a come vengono raccolti i voti dei cittadini. La seconda emergenza è costituita dalla crisi della sanità . Mi aspettavo già delle azioni di miglioramento, invece ancora nulla. Bene l´;eliminazione dei ticket anche di fronte ad una situazione disastrosa del deficit sanitario; ma questa scelta, per non essere tacciata di demagogia, doveva essere preceduta da un´;altra di copertura della spesa. I commissariamenti delle Asl ci sono sempre stati; essi hanno peggiorato i conti e abbassato i livelli di assistenza . Chi ci assicura che non sarà ancora così in mancanza di una strategia e di un piano di politica per la salute? Dobbiamo sperare che i chiarimenti giungano al più presto. La terza emergenza è la disoccupazione intellettuale. Nuovamente i laureati emigrano dal nostro territorio, mentre la classe dirigente sembra essere cieca e sorda. Infatti ogni tentativo di produrre nuova ricchezza viene contrastato, dicendo che non è quello del Nord il modello di sviluppo utile al Mezzogiorno ma un altro ipotetico che, però, nessuno ha mai sperimentato.” Vi sono ostacoli oggettivi che sembrano insuperabili: la situazione della Sa – RC, della SS Ionica, delle Ferrovie, dei trasporti aerei, che non dipendono dai calabresi. Che ne pensa?”E´; una questione di mentalità. Ad esempio la situazione disastrata delle autostrade venete non ha impedito a quella regione di svilupparsi. Mi sto occupando del Passante di Mestre, che è una delle quattro – cinque opere strategiche italiane, e nemmeno i colpiti dagli espropri ne contestano la costruzione. Si discute solo delle modalità. Sulle autostrade calabresi sono in atto investimenti per 6 miliardi di euro e molti esaltano i disagi degli automobilisti, gli scempi paesaggistici, e pochi si preoccupano o si battono per avere maggiore ricadute sul territorio.” Si sostiene spesso che solo il turismo può migliorare i nostri conti. Lei che ne pensa?”Sono personalmente convinto che, fino a quando i prezzi non saranno competitivi rispetto alle altre località straniere e i servizi di accoglienza, sanitari, idrici, di smaltimento dei rifiuti non saranno efficienti, il turismo in Calabria non decollerà.”Vorrei farle una domanda su un argomento che le sta tanto a cuore: quale politica energetica per la Regione Calabria?”E´; noto che l´;energia a basso prezzo costituisce elemento essenziale per la rinascita dei paesi arretrati.Se è vero che la regione Calabria risulta la meno sviluppata di tutte le altre, vuol dire che essa dovrà produrre molta energia a basso costo per poter ottenere prezzi contenuti. Le iniziative di trasformare la centrale di Rossano, di costruire centrali a metano, eoliche, fotovoltaiche, idroelettriche, sono da sostenere tutte. E non importa che si superi il nostro attuale consumo, sarebbe auspicabile invece raddoppiare il consumo ed esportare altrettanto.”Le sue idee progettuali sono note e spesso vengono ospitate sulla stampa. Pensa di realizzare i suoi progetti partecipando direttamente alla vita politica calabrese? Finora non l´;ha fatto. Lo farà in futuro?” Ho già dato tanto quando sono stato chiamato, come tecnico indipendente, all´;incarico di Assessore ai Lavori Pubblici. A causa dell´; attaccamento alla mia terra, sono il solo che, avendo un incarico del più alto livello nello Stato, abbia scelto di lavorare in regione. Per il futuro, quindi, escludo ogni incarico operativo regionale; non escludo, invece, un impegno nazionale anche politico, qualora si presentasse l´;occasione di poter risolvere ancora i problemi della mia Calabria” Intervista di Michele Albanese