Nel segno della continuità, le nomine Regionali

Come presidente dell’Associazione CalabriaLibre, che si connota per una forte capacità di stimolare e proporre politiche di sviluppo attive, ma anche per essere libero megafono degli umori della gente, proprio in nome di questa libertà che sento forte, il dovere di intervenire sull’ultima valanga di nomine fatte dall’attuale governo regionale. Bene fa L’on.le Bova a Sbracciarsi sventolando una supposta competenza e professionalità dei nominati, perchè altrimenti la gente potrebbe pensare che i criteri utilizzati per le stesse potessero essere quelli di sempre, della politica, del sottogoverno, dei gruppi di potere che imperano da anni nel palazzo, e che pare con Loiero abbiano acquistato ancora più slancio e forza. La nostra presa di posizione non è politica, non è di parte, è una riflessione che nasce dall’analisi dei criteri e dei nomi che da questi scaturiscono. Un coacervo di fattorini di segreteria, di mediocri professionisti di periferia e potenti professionisti sempre presenti aldilà della colorazione del governo regionale, e qualcuno addirittura molto vicino alla presidenza uscente. In questa regione a qualcuno è bastato avere avuto un migliaio scarso di voti, acquisiti in modo peraltro ingannevole, giocando sull’equivoco per posizionarsi in importanti comitati e commissioni regionali, e cosa ancora più grottesca che è congiunto di colui che da anni si vanta di essere paladino di giustizia, a proposito di paladini numerosi sono poi gli appartenenti alla Massoneria, sempre presente negli apparati Calabresi, ma oggi presente più che mai ed in massa anche ai massimi livelli nelle stanze dei bottoni. Non vorremmo poi sembrare giustizialisti se rimaniamo esterrefatti dinanzi a investiture di uomini che nell’esercizio delle proprie funzioni sono incappati in inchieste e rinvii a giudizio, e che oggi sono demandati ad esercitare alti compiti istituzionali di raccordo e di controllo. L’attuale Presidente Agazio Loiero e L’on.le Bova, al quale apparentemente sono state lasciate le patate bollenti, invece di incensare tali soggetti e sciorinare alla stampa, una presunta professionalità a difesa delle aberranti scelte fatte, avrebbero fatto bene a lasciarli a casa, dove in momenti diversi si erano rifugiati per sottrarsi alla luce dei riflettori ed alle maglie della giustizia. Uomini che aldilà delle conclusioni giudiziarie hanno usato il potere per migliorare la propria posizione, in barba a leggi e regolamenti, attuando sistemi forse anche legali, ma in ogni caso al limite della legalità ma sicuramente al di fuori di ogni comportamento moralmente accettabile. A noi non basta una sentenza che a distanza di anni annacqua la forza accusatoria, che assolve per prescrizione, indotta naturalmente, noi siamo popolo che legge le sentenze e che giudica in base agli atti ed ai comportamenti non in base a contorti percorsi giudiziari dove spesso con una parte di danaro sottratto all’erario si pagano Principi del foro, che riescono quasi sempre nel raggiungimento dei propri scopi assolutori o del non rinvio a giudizio. Siamo peraltro consapevoli di essere voce fioca di un popolo sottomesso, mortificato, e ormai privato di ogni capacità di reazione, e di questo si approfitta, ne approfittano i diversi potentati imperanti che si stanno arricchendo, impoverendo, nella sua accezione più ampia la gente di Calabria. Tutti gli imponenti flussi di risorse che da 50 anni si riversano nelle casse della Regione, non hanno migliorato alcunché nella vita della gente, che vive tuttora in un territorio, mare compreso, degradato e depauperato, dove i livelli occupazionali vanno sempre più regredendo, dove gli apparati burocratici sono pachidermici ed inefficienti, dove i redditi occupano costantemente sempre gli ultimi posti delle statistiche, dove la sanità quando non uccide non funziona, dove le infrastrutture o non esistono o quando ci sono, vengono realizzate talmente male che la magistrature è costretta a sequestrarle. Questa è la realtà che vive la gente, Loiero e l’on.le Bova lo sanno? Certamente si, come lo sapeva Chiaravalloti, e tutti gli altri che si sono susseguiti negli ultimi 50 anni. Questi consulenti sono capaci di segnare una inversione di tendenza a queste drammatiche emergenze? abbiamo a tal proposito seri dubbi, li conosciamo, sono sempre gli stessi, protesi all’arricchimento personale o alla conquista di posizioni sociali migliorative, come gli stessi sono i dirigenti regionali, come gli stessi sono i politici che ci governano da 50 anni, ogni tanto cambiano i nomi ma non i cognomi, segno che in questa regione i privilegi ed il potere si tramanda. Questi sono coloro che hanno portato la Calabria ad essere fanalino di coda di un’Europa sia pure allargata ad est, che ci vedrà protagonisti nei prossimi anni a competere del campionato delle regioni obiettivo uno (le ultime) e che in decenni ha visto promosse regioni europee che partivano da condizioni peggiori delle nostre, ma che ancora ci vedono militare nella stessa serie, sempre in affanno, sempre peggio. Per la Calabria lo scudetto è diventare Regione allineata alle altre regione Europee, della Grecia della Spagna, e della Scozia, magari, ma se la squadra ed i criteri sono sempre gli stessi non abbiamo nessuna possibilità di promozione.CalabriaLibre