Non dobbiamo più scandalizzarci di nulla?

Una volta gli “nciuci” si facevano lo stesso ma quando si scoprivano era scandalo, così infatti erano definiti gli affari dei politici o dei burocrati, e così nasceva lo scandalo Lockheed, negli anni 70, così era denominato quello delle ferrovie conosciuto come scandalo delle lenzuola d´oro, quello dei farmaci del famoso Poggiolini, ecc. Inutile dilungarsi e ricordare le centinaia di scandali, emersi durante questi 50 anni di Repubblica, per non parlare poi di tutti quelli non emersi e che mai emergeranno. Oggi se tu ti trovi a parlare con la gente e commenti dei fatti di politica ed economia, nell´imbattersi in notizie che ai più attenti evidenziano dei comportamenti scorretti o addirittura illegali, ti rendi conto come ci si è abituati, assuefatti al diffuso malcostume tant´è che se ti scappa qualche espressione di stupore vieni immediatamente redarguito per la tua manifestata ingenuità ripetto a questi diffusi atteggiamenti del potere, una sorta di “c…, che pensavi facessero questi che oggi governano, e cosa pensi che faranno quelli che governeranno domani?”Questo succede sempre più spesso anche davanti a fatti ben circostanziati, non si ha più neanche l´elementare diritto di stupirsi. Non ci resta in una realtà così fatta di ingrossarci il fegato come oche da patè de foie. Come, come si pensa possa essere digerita la notizia apparsa su un quotidiano Calabrese, dove un assessore dell´attuale governo regionale, nel quale peraltro ricopre importanti altri incarichi istituzionali, presentava un´iniziativa nell´ambito del cosiddetto business innovativo, a favore della categoria degli artigiani, insieme al presidente della provincia interessata appartenente all´altro schieramento politico. Quello che sulla stampa non si evidenziava che l´azienda che ha realizzato il portale supportata da fondi ministeriali, in realtà non era altro che l´azienda amministrata dalla moglie dell´assessore stesso. Presente alla cerimonia pronta a prendersi gli elogi pubblici del coniuge e degli altri astanti. In altri tempi ciò avrebbe fatto scandalo. Per quando ci riguarda la situazione non solo era grottesca ma consentiteci di dirlo assolutamente scandalosa; Come si fa a non rimanere sbalorditi se nel consultare il Bollettino ufficiale della Regione Calabria, ti imbatti in nomine ed incarichi familistici, non più nepotistici, se differenza mai ci fosse. E non dobbiamo stupirci! in una regione dove siamo ultimi tra gli ultimi, per reddito, per sviluppo e per occupazione, non stupirsi significherebbe aver perso il senso della misura, dopo aver perso il senso dell´etica e della morale. Questa diffusa assuefazione alla prevaricazione ed al malcostume, accompagnata alla diffusa incoerenza e assenza di etica-morale da parte degli amministratori pubblici, rappresentano il livello più basso mai raggiunto da una società civile, e sono un cocktail sociale per alcuni versi esplosivo, che è in una fase di quiescenza implosiva dalle prospettive e conseguenze al momento non calcolabili. Per rimanere nell´ambito delle cose di casa nostra, siamo sempre più stupiti dal fatto che oscuri personaggi continuano ad aggirarsi nei corridoi della presidenza della Giunta Regionale, alla ricerca di incarichi e prebende; in particolare si racconta della grande forza persuasiva di un professionista cosentino che vive da sempre di gettoni di presenza in cda, in collegi sindacali, in nuclei di valutazione, un elemosinante di incarichi, che gli ha fatto guadagnare un eloquente soprannnome. Questo soggetto presidente di alcuni Nuclei di valutazione della passata Giunta, è oggi tornato alla carica per una conferma, per il fatto di non aver ancora completato la sua missione, che era quella di approvare alcuni progetti realizzati dal suo stesso studio, che condivide con altri professionisti. Abbiamo notizie che il suo è un attacco a 360° all´entourage del neo presidente, per raggiungere i suoi obiettivi non esita a mobilitare amici, preti ed Obbedienze, una tecnica che nel corso degli anni gli ha fruttato incarichi e progetti, senza tralasciare alcuno dei bandi regionali, dal solito ambito contributo prima casa, ai più succosi progetti comunitari “equal” o sulla Larga Banda o Internet. C´è da stupirsi eccome, davanti a tanta caparbietà e non ci sarà da meravigliarsi se la sua costanza sarà premiata ancora una volta, ma ne resteremo comunque scandalizzati. Certo se l´Alighieri giudicava scandaloso il nepotismo di alcuni pontefici del passato, come avrebbe giudicato la politica di oggi che in modo spregiudicato gestisce il danaro pubblico? in quale girone dell´inferno avrebbe collocato i nostri politici, quelli di ieri e quelli di oggi? …………….L´articolo è una sorta di work in progress al quale tutti possono partecipare