Non per soldi… ma per denaro

Chi l’ha detto che la morale e la religione non hanno prezzo? Basta incrociare le notizie sulle ultime prese di posizione dei vertici Vaticani (ricordo brevemente: netta chiusura sul referendum di giugno in affiancamento alla Cdl, minaccia di scomunica a chi vota e sostiene partiti definiti “abortisti”, ira funesta contro Prodi e le sue dichiarazioni sui Pacs) con il testo dell’ultima Legge finanziaria ideata dal genio di Tremonti per rendersi conto del contrario. Infatti il testo in proposta prevede un finanziamento statale di circa 150 milioni di euro alle scuole private utilizzando i fondi destinati al tanto pubblicizzato “Pacchetto Famiglia” , mentre altri 300 milioni di euro dovrebbero essere assicurati alla casse vaticane dalla esenzione Ici, prima eliminata dalla legge finanziaria e poi reintrodotta attraverso il maxi-emendamento governativo alla legge medesima. L’obiezione del ministro è facilmente prevedibile; ci direbbe con la consueta aria annoiata da primo della classe che l’esenzione fiscale dall’imposta immobiliare è concessa non solo alle proprietà facenti capo alla Chiesa cattolica, ma a quelle di tutte le religioni ed enti no-profit. Del resto, com’è noto, noi viviamo in Svezia e la Chiesa Cattolica possiede giusto qualche sacrestia…La mala fede dell’allargamento erga-omnes della clausola di esenzione è talmente manifesta che si fa fatica anche a commentarla. Intanto non si capisce perché queste organizzazioni (tutte, intendo dire) debbano non pagare l’imposta, poi saremmo curiosi di sapere dall’ineffabile stratega della nostra economia in che rapporto stanno le proprietà facenti capo ad ordini religiosi cattolici e quelli di tutte le altre organizzazioni messe insieme. Basta 1 a 10? Forse no, soprattutto a Roma. La manovra è poi doppiamente subdola; infatti va a tagliare fondi destinati alle casse dei Comuni, già da tempo in ambasce per le restrizioni di una maggioranza che da una parte grida all’autonomia e alla devolution e dall’altra incide profondamente sulle entrate di questi enti che a parole vorrebbe autonomi, intraprendenti e virtuosi.L’aspetto più triste è però certamente quello elettoralistico volto ad accaparrarsi definitivamente le simpatie del clero sapendo quanto questo abbia rappresentato e rappresenti un punto nodale delle vicende politiche italiane, da sempre condizionate dalla presenza della Santa Sede. Ancora più triste è vedere che da parte della Chiesa si sia scelto di sostenere, via via in modo sempre più aperto, questa maggioranza di arroganti che nell’agire quotidiano ignorano e calpestano i dettami evangelici, che certamente non lavorano per i poveri ed i deboli ma sostengono le ricche lobby della finanza e (qualche volta) del malaffare, che quando parlano di tutela delle famiglie fanno pensare che usino il plurale perché quasi tutti ne hanno due, che ritengono la guerra un male inevitabile e non una aberrazione comunque da condannare, che intendono il potere non come servizio ma come diritto. Qualche anno fa (circa 2000) un giovane irruento, forse no global, prese a calci i mercanti nel tempio e proclamò che non c’era differenza tra gli uomini se non nella limpidezza del loro cuore, forse anche per questo finì venduto per trenta monete.Oggi, con la svalutazione, fanno 450 milioni di euro.Monetina più monetina meno…Da www.centomovimenti.it