Opere incompiute, Enti inutili e altri sprechi

Elencare le opere inutili in Calabria è di per se un opera impossibile. Sono talmente tante e talmente tanto è stato il fiume di danaro giunto nei nostri paesi che farne un conto o una mappa risulterebbe sempre approssimativo. Ma oggi è necessario farlo proprio per andare alla radice dei nostri mali, capirne il significato ed evitare che a queste se ne aggiungano altre rovinando ulteriormente il nostro ambiente, scavando nelle cronache del passato, facendo un lavoro di archeologia giornalistica. Più facile è il lavoro sugli enti inutili. Questi nonostante le varie leggi che ne decretavano lo scioglimento, sono ancora ben vivi e ancora succhiano soldi alle nostre casse. Un primo lavoro interessante a proposito delle opere inutili è stato svolto da Ortensio Longo assessore all´;ambiente del Comune di Cosenza e vicepresidente di Italia Nostra che in un libro stampato nel gennaio 1995 rastrellava in lungo e in largo la Calabria censendo tutto ciò che era inutilizzato ed inutilizzabile. Recentemente, invece la rivista bimestrale Cantiere diretta da Rosanna Grisolia di Lametia terme lanciava un appello all´;opinione pubblica calabrese perche si mobilitasse per sciogliere tutti gli enti inutili. Ma andiamo per ordine nella nostra inchiesta settimanale. UNA CATERVA DI DIGHELa maggior parte delle dighe costruite o in via di costruzione in Calabria sono opere inutilizzate, ancora in cantiere, e che ovunque siano state costruite hanno determinato un grave danno all´;ambiente oltre che all´;economia. Gli enti che partecipano alla costruzione di una diga sono: Lo Stato che offre il finanziamento attraverso i propri ministeri dell´;agricoltura, dell´;industria, del Cipe e della Svimez; il dipartimento presso la Presidenza del Consiglio dei ministri; la regione; la provincia; la comunità montana; il comune; il consorzio gestore. Troppi enti hanno le mani in pasta a queste opere, e proprio per questo è sempre difficile quantificare il flusso di danaro che passa da un ente all´;altro. Ma vediamo un quadro completo delle dighe:1) DIGA SUL METRANO (prov.RC): è la diga più alta del mondo,104 metri con una capacità di 27 milioni mcubi di acqua, la procura di Palmi ha messo sotto accusa 150 imprese per vari illeciti connessi ai lavori di sbancamento e per legami con la mafia. Sono stati già spesi oltre 500 miliardi.2) DIGA SUL LORDO (Torrente Pantaleo, prov. RC): per 1´;assenza delle opere di canalizzazione a valle della diga l´;opera non è compiuta. Sono stati spesi fino ad ora circa 100 miliardi.3) DIGA SUL MONTE MARELLO (torrente Angitola, prov. CZ): 1´;opera è finita ma mancano ancora e sono da finanziare le opere di adduzione.4) DIGA SUL MELITO(prov.CZ): I lavori sono da poco terminati dopo venti anni e dopo aver speso oltre 200 miliardi. L´impianto dovrebbe dare acqua a Catanzaro e irrigare le colline di Lamella e Squillace, ma le opere di canalizzazione mancano ancora e non sono finanziate.5) DIGA SULL´;ALACO (prov.CZ): Per il cedimento di una roccia ali´;interno di questa imponente diga i lavori sono sospesi. Dopo 9 perizie sono state spesi fino ad oggi circa 100 miliardi.6) DIGA DI REDISOLE (torrente Fiumarella, prov.CZ): un piccolo invaso finito, ma mancano le opere di canalizzazione.7)DIGA DEL PASSANTE (torrente Alli, prov. CZ): informazioni incomplete, ma pare che sia finita.8) DIGA SUL LAURENZANA (fiume Trionto, prov.CS): La diga è stata finanziata con fondi FIO ,i lavori sono fermi ed è incompleta.9) DIGA SUL VOTTURINO (prov.CS).10) DIGA DI TARSIA (prov. CS).11) DIGA BASSO ESARO (prov. CS): Queste tre dighe per uso irriguo sono finite da moltissimi anni ma non sono mai state utilizzate secondo le loro progettualità iniziali per mancanza delle opere di canalizzazione, la Diga del Votturino è stata svuotata perché dopo venti anni sono stati scoperti dei danni sulla muratura di contenimento delle acque. La Confederazione degli Agricoltori ha presentato una denuncia alla Procura della repubblica di Cosenza per i danni subiti dai contadini che per anni si sono serviti di quel sistema di irrigazione.12) DIGA SUL MONTE PETTINASCURA (prov. CS): Per realizzarla sono stati spesi oltre lOO miliardi ed è stato realizzato solo lo sbarramento. Dovrebbe servire gli agricoltori di San Giovanni in Fiore rimasti senz´;acqua a seguito dei lavori per scopi idroelettrici dei laghi di Cecità e Aria Macina. I lavori durati circa 30 anni sono stati più volte sospesi.13) DIGA SUL MENTA (prov. RC): In pieno parco dell´;Aspromonte. Una diga inutile, devastante e certamente illegale. Costata centinaia di miliardi l´;opera non è ancora terminata.14) DIGA SUL BATTENDIERO (prov. CS): Parco Pollino.15) DIGA SUL BASSO SAVUTO (prov. CS): due piccoli sbarramenti ancora in costruzione.16)DIGA SULL´;ALTO ESARO: la diga degli scandali. L´;elenco dei politici indagati,delle imprese colluse con la mafia, dei miliardi spesi, sarebbe lunghissimo e meriterebbe un capitolo a parte. Vale una cosa per tutte: dopo una frana prevedibilissima tutto è fermo.Almeno altre 15 dighe sono in progettazione e nel cassetto di qualche assessore, pronte a venire fuori al minimo finanziamento possibile. In tutto le dighe in Calabria se venissero realizzate sarebbero ben 35. Un lago ogni 50/60 mila abitanti. E´; logico che tutti questi lavori hanno determinato un grave scempio ambientale in tutta la nostra regione. A seguito delle costruzioni delle dighe e di molti acquedotti, molti torrenti sono stati prosciugati, fiumi interi scomparsi, altri ancora cementificati, sorgenti millenarie prosciugate interamente, apportando gravi danni alla pastorizia. Senza contare un fiume che non finisce mai e che va sempre nelle solite tasche, che è quello del danaro. E´; dell´;ll giugno di quest´;anno che il vicepresidente Bova e 1´;assessore Tripodi hanno dichiarato che il governo ha deciso lo stanziamento di 120 miliardi per il settore idraulico-forestale. Dice Bova che nei prossimi tre anni la regione si avvierà al completamento delle dighe ed alla realizzazione delle reti di distribuzione. Dell´;utilità di controllare quali siano le opere utili sulle quali reinvestire il finanziamento non se ne parla proprio. I sindacati esultano.GLI IMPIANTI SPORTIVIAltra strada per far arrivare danaro è la costruzione di impianti sportivi. Si sa che lo sport fa bene alla salute, e che i giovani sono assetati di impianti per praticare i propri sport, anche per fermare il dilagare dela droga: le relazioni da parte dei comuni per ottenere i finanziamenti sono pieni di queste banalità.CATANZARO: una piscina a Pontepiccolo con oltre due miliardi di finanziamento non è stata ancora completata.LAMETIA TERME: il comune ha due impianti sportivi: lo stadio di calcio Ippolito e il palasport di via Marconi. Entrambi gli impianti nonostante fiumi di danaro ottenuto in varie fasi dagli anni Cinquanta in poi non sono ultimati e ovunque vi sono carenze strutturali. L´;unica struttura funzionante è la piscina olimpionica, ma è privata.VIBO VALENTIA: mancano assolutamente gli impianti sportivi.CROTONE: Le uniche vere strutture sportive furono quelle di Milone vincitore di numerose olimpiadi. Da allora non s´;è fatto niente. Lo stadio Enzio Scida risale agli anni Trenta con un terreno di gioco al limite del regolamento. Nel qurtiere Tufolo esiste un altro campo di calcio dove i lavori sono fermi dal ´᝗ e nessuno sa perché.PAOLA: stadio, l´;opera doveva essere consegnata entro il mese di settembre ´ᝨ,il finanziamento cospicuo di 2 miliardi; è stata costruita solo la tribuna lato mare il resto è ancora fermo.LA MALASANITA´;Sette come le maledizioni bibbliche sono gli ospedali finiti e mai entrati in funzione: Cassano Ionio, Pizzo, Tropea, Nicotera, Siderno, Girifalco, Posarne. Sono pure sette gli ospedali attivati solo in parte: Serra San Bruno, S.Marco Argentano, Lungro, Cittanova, Cetraro, Praia a Mare, Scilla, Trebisacce. Quattro sono quelli eternamente in costruzione : Scalea, Gerace, Lamella Terme, Camigliatello. Nonostante questa mole di strutture, la malasanità in Calabria è cronica e nessuno ne sa cacciare le mani, quelli che ne soffrono naturalmente sono i cittadini calabresi che spesso sono costretti a rivolgersi fuori regione con spese maggiori per le ASL e il cittadino stesso. Sono centinaia gli emodializzati in lista d ´; attesa, così i malati dell´;ospedale psichiatrico di Girifalco e di Reggio ancora funzionanti si può immaginare come. L´;elenco di ogni ospedale della Calabria è lunghissimo. In ogni ospedale manca qualcosa, o dal punto di vista di reparti mai aperti, o chiusi, o trasferiti in altre strutture, per non parlare di come sono mantenuti dal punto di vista dell´;igiene e della struttura vera e propria.LE INCOMPIUTELe opere di difficile classificazione in Calabria ne siamo pieni. Mattatoi, asili nido, scuole pubbliche, strade senza uscita, è un elenco lunghissimo che sintetizziamo.CASOLE BRUZIO: Mattatoio consortile: mai finito.CETRARO: grande mattatoio consortile sulla strada per S. Ianni, finito ma mai utilizzato.DIAMANTE: mattatoio consortile in pieno parco del Corvino. Terminato si accorgono di non avere l´;allaccio alla fogna, tentano un tubo abusivo di scarico nel fiume. Scoperti dagli ambientalisti sono costretti a chiuderlo, inutilizzato ora è usato per deposito mezzi. Mercato coperto sotto il lungomare costruito negli anni settanta. Utilizzato per soli dieci mesi è stato abbandonato e mai utilizzato; Sala Conferenze sotto il lungomare. Utilizzato per pochi anni susseguentemente abbandonata e oggi deposito di siringhe; nuovo mercato coperto, sotto una piazza nuova del paese. mai utilizzato; Scuola materna all´;interno del paese. Mai utilizzata oggi è sede dell´;Aias prima della capitaneria di porto.BUONVICINO: casa albergo sulla suggestiva Madonna della neve. Intervento di oltre 1 miliardo, iniziata ma mai terminata né utilizzata.SARACENA: A Piano di Novacco costruzione di casa albergo in uno dei pianori più belli del Pollino. Ultimati e mai utilizzati. hanno seguito le alterne vicende delle varie giunte, fino al definitivo abbandono.S.PIETRO DI GUARANO: mattatoio comunale mai utilizzato e ultimato.CI SONO ANCHE ENTI INUTILIMa non esistono solo opere inutili in Calabria, ma anche enti inutili. Si è fatto carico di controllare il lungo elenco la direttrice della rivista “Cantiere”, Rosanna Grisella, che attraverso il giornale ha lanciato un appello alla classe politca ed intellettuale calabrese perché questi enti vengano definitivamente sciolti.ARSSA (Agenzia regionale per lo sviluppo ed i servizi in agricoltura), istituita con legge regionale nel dicembre ´ᝩ avrebbe dovuto riformare il vecchio ente di sviluppo agricolo, ESAC. Invece non è cambiato nulla. Le vecchie strutture costate centinaia di miliardi rimangono inutilizzate. Se si riuscisse a chiudere l´;ARSSA continuando a pagare tutti gli stipendi ai dipendenti si risparmierebbero circa 30 miliardi all´;anno.CONSORZIO DI BONIFICA Sibari-Media valle del Crati. Attraverso questo ente sono state finanziate dighe ed invasi mai completati (vedi elenco precedente). Attualmente il consorzio non riesce a pagare i dipendenti mentre sta pagando cifre superiori ai 100 miliardi per la progettazione di opere mai iniziate.FINCALABRIA. Società finanziaria della regione nata nel 1986 per consentire la partecipazione della stessa al capitale azionario di imprese calabresi in difficoltà. Nobile compito, ma dopo 13 anni non è stato realizzato nessun intervento di questo tipo. Pagano solo le indennità, tramite gli interessi, ai membri del consiglio d´;amministrazione e del collegio sindacale.AFOR (azienda per le foreste regionali). Istituita con legge regionale nell´;ottobre del ´ᝨ per sopprimere i 22 enti forestali calabresi, oggi gli enti operanti sono diventati 26 e circa 50 miliardi all´;anno vengono spesi per tenerli in vita.APT (Aziende provinciali per il turismo), nel 96 la regione approva l´;abolizione delle 5 APT regionali. Nasce l´;Azienda regionale e si costituiscono 5 comitati con il compito di coordinare le aziende provinciali con quelle regionali.Altri enti presi di mira da “CANTIERE” sono la TELCAL (consorzio telematico Calabria); il CUD(consorzio per l´;università a distanza). E così conclude l´;inchiesta di “Cantiere”: basterebbe sciogliere questi enti e altri enti regionali per risparmiare 150 miliardi ogni anno senza licenziare i dipendenti. Io aggiungo che se a questo risparmio si aggiungesse un registro regionale dove si dimostra 1´;utilità dell´;opera prima ancora che venga finanziata si risparmierebbe ancora di più.Articolo di Francesco CirilloTratto da: Hotkalabria