Parentopoli non è finita…anzi

E´ giunta la smentita del consigliere Regionale Roberto Occhiuto sulla presenza di un suo congiunto a stipendio corrisposto da parte dei cittadini calabresi, per confermare che parentopoli non è finita. Non sta a noi cercare tra i nomi delle persone oltre 300, nominati nelle strutture dei consiglieri regionali per individuare i rapporti di parentela intercorrenti tra gli stessi e i nominati. Ma ad occhio considerando anche nuore, amiche, concubine e loro congiunti, il panorama è sempre più desolante e le schiere sempre più affollate. Certo i metodi di arruolamento sono più accorti, un po come i pizzini di Provenzano, difficile perciò districarsi nella selva oscura, più di quella che il Dante Alighieri aveva immaginato. Siamo convinti inoltre che numerose sono le forme di parentopoli, alle quali potremo assimilare anche altri tipi di fratellanze o di associazionismo. L´importante affermazione elettorale di forze fortemente legalitarie, siamo convinti possano portare avanti una vera battaglia di civiltà contro ogni forma di comportamenti non eticamente corretti da parte della politica e dei dirigenti regionali. L´innesto di nuove forze, molte provenienti dal mondo dell´associazionismo, tese al rinnovamento della politica, devono iniziare quel lavoro di bonifica, interna ed esterna capace di ridare un´immagine credibile ai cittadini. Occorre in tal senso un´azione forte e coerente volta a smantellare gruppi ed apparati dediti al depauperamento delle risorse collettive, attraverso meccanismi, di cui parentopoli è solo la punta di un icesberg. In ultimo, siamo felici della grande propensione che hanno i congiunti dei consiglieri regionali, alla collaborazione, ma questa non è detto che debba essere remunerata dalla collettività, saranno gli stessi consiglieri a riconoscere loro una parte del lauto compenso che percepiscono.