PAROLA LIMITATA…

PAROLA LIMITATA…Il più onesto è stato Felice Casson (l&acute&#59ex magistrato di Gladio e delle stragi, oggi senatore dell&acute&#59Ulivo) quando, difendendo Luigi De Magistris, ha affermato che “il diritto alla difesa è previsto persino dal codice penale”, aggiungendo però che “è cambiato il clima”. Ma è l&acute&#59intervento dell&acute&#59ex vicepresidente del Csm Carlo Federico Grosso a svelare l&acute&#59arcano: “Un magistrato può andare in televisione ma a certe condizioni”. E quali sarebbero? Che non può parlare delle sue indagini? Non solo: ” I magistrati non soltanto devono essere, ma devono anche dimostrare di essere imparziali. Ecco perchè un magistrato non può andare in televisione a discutere di cose che possano ledere la sua immagine di magistrato indipendente”. Come dire: cari magistrati potete andare in televisione ma attenti a quello che dite. Luigi De Magistris è andato in televisione proprio per difendere la sua indipendenza perchè sentiva addosso il fiato di coloro che volevano bloccare le sue inchieste. Ieri sera, dopo essere stato interrogato al Csm per tre ore e mezzo, ha sostenuto di “non aver violato il codice etico della magistratura”. Mi chiedo: come mai tante polemiche per gli interventi ad Annozero del gip di Milano Clementina Forleo e del pm di Catanzaro Luigi De Magistris e nessuno ma proprio nessuno ha citato la presenza in studio di un terzo magistrato? Quel Antonino Ingroia, pubblico ministero di Palermo, che al Corriere della Sera di oggi ricorda che “la tv, negli ultimi anni, è stata usata massicciamente contro i magistrati” e che “c&acute&#59è un&acute&#59insofferenza trasversale verso la legalità che può determinare anche isolamento e sovraesposizione”. Quante amnesie! E, quanta voglia di zittire i magistrati scomodi!