Parte il primo referendum Calabrese

Non senza difficoltà e piccole carenze organizzative, parte il primo referendum della storia della Calabria. Nell´assoluta assenza delle istituzioni e degli eletti, sia al consiglio regionale che al parlamento nazionale, parte l´iniziativa referendaria, fortemente voluta dal mondo associativo, di parte del mondo accademico ed imprenditoriale e della quasi totalità del mondo sindacale. Sulla convention lametina, pesa l´assenza del movimento dei ragazzi di Locri, dei giovani di Picasso, e della Rete per la Calabria che rappresentano certamente una parte importante di quella Calabria movimentista, che ha portato al centro delle questioni politiche la legalità e i diritti dei cittadini, compreso quello di una corretta informazione. Ma quello che era completamente assente era tutto quel mondo della politica, che si spertica a parlare di legalità, di antimafia e di trasparenza nella pubblica amministrazione. La politica, tutta era assente, (ad onor del vero era presente il solo sindaco di Lamezia Gianni Speranza) la cosa non ci sorprende, la trasparenza non è l´obiettivo primario dei nostri rappresentanti, anzi la loro assenza ha un profondo significato, quello dello schierarsi dalla parte di chi ha voluto questa norma. Noi gridammo per primi che il blitz agostano era da dittatura sudamericana, conquistammo così la prima pagina dei giornali, al nostro grido rispose immediatamente il mondo accademico ed associativo e coraggiosamente anche parte del mondo politico, che oggi, invece, si è dileguato. in tal modo il referendum acquista anche altri significati. Un intero popolo deve ora dimostrare compattezza davanti alla politica che ha fatto fronte comune. Una compattezza, operativa che dovrà dare senso compiuto all´iniziativa e far emergere l´inadeguatezza della politica di fronte ai grandi temi della democrazia e della trasparenza. Dice bene Silvio Gambino, qualificatissimo supporter tecnico dell´iniziativa, che il test referendario non è, e non deve essere contro la Politica, ma è anche vero che la Politica deve dimostrare di non essere contro la volontà Popolare e la trasparenza dell´azione amministrativa. Il governo regionale ha perso l´occasione per rinsaldare parte della frattura che lo divide dalla gente che pure fortemente lo ha voluto. Ora tutto quel mondo che ha provato, prima sgomento e poi ha reagito alla cosiddetta norma antitrasparenza deve dimostrare di essere maturo per gestire un evento il cui significato va aldilà dell´effetto proprio, e cioè la cancellazione di un emendamento di una legge regionale, deve avere soprattutto la forza di recuperare e di coagulare le forze e le energie più innovative presenti sul territorio. La responsabilità è grande, il momento è storico per una regione che ha sempre visto vagare sul suo territorio più sudditi che cittadini. Questo indistinto coacervo di società civile, di mondo accademico, di mondo imprenditoriale e di sindacato, che dovrà governare le dinamiche messe in moto dall´appuntamento referendario, dovrà assumersi delle responsabilità che vanno aldilà del quesito stesso, qui c´è in ballo il futuro democratico di una regione imbarbarita da decenni di cattiva amministrazione.Giorgio Durante presidente Calabrialibre