PD calabrese: una vergognosa guerra fra clan

il PD calabrese si liberi dalla gestione familistica e settaria in cui sembra pericolosamente scivolatoSembrerebbe che l’accordo con l’UDC in Calabria si farà anche grazie a Silvio Berlusconi che crede di vincere le regionali senza i voti di Casini.Sembrerebbe anche che la tanto declamata esigenza di preventiva convergenza ideale e programmatica dell’UDC e del PD sarà superata dalle più stringenti esigenze elettorali. L’unica convergenza ad oggi certificata è il niet a Loiero e al Loierismo! Fin qui niente da eccepire se non fosse che gran parte del PD che ha condiviso con Loiero 5 lunghi anni di governo regionale (con presidenze, vice presidenze, assessorati, difese politiche della gerontocrazia contro quel Veltroni affetto da nuovismo, nonché i primi due anni di vita del PD e le ragioni congressuali della Mozione Bersani), nel mentre è pronto a sacrificare il capitano intende assolvere il resto della squadra, nonostante che non abbia dato prova di una migliore o differente prestazione in partita!! E ciò è inaccettabile!!La tanto declamata apertura di una nuova stagione e di un turn-over della classe dirigente, quindi, si sta tristemente trasformando in un goffo e pericoloso tentativo di “alcuni” di rifarsi una improbabile verginità, per blindare ancora una volta il partito e la sua rappresentanza in consiglio regionale, impedendo che un'ipotetica nuova classe dirigente possa essere chiamata alla responsabilità delle scelte politiche senza il salvataggio di chi è in carica dal secolo scorso e da più di 5 lustri.Il mio timore di oggi è che, finito il teatrino delle primarie che sono servite a legittimare con il voto popolare una scelta di vertice, il nuovo corso della segreteria si esaurisca soltanto nella sostituzione del Presidente, quasi che l’estremo sacrificio del Maximum Leader, possa riabilitare miracolosamente assessori, consiglieri, presidenti, vice presidenti ecc. ecc.Ma è anche la preoccupazione per l'escalation della lotta interna al PD calabrese, una guerra fratricida che, come tutte le guerre, è violenta e dagli effetti prevedibilmente dolorosi.Eppure per statuto e codice etico nel PD ci sarebbe posto per tutti, anche qui in Calabria e potremmo mantenere la guida della Regione a patto che:1) si allarghi la coalizione per aumentare la base elettorale e non per farsi fuori il compagno, e quindi ci si rivolga anche a IDV oltre che all’UDC; 2) si rinnovi la classe dirigente su scelte di merito e non per eredità familiare; 3) si mandino in pensione tutti coloro che ci hanno rappresentato per n° 2+1 legislature; 4) si collochino momentaneamente in panchina chi è rinviato a giudizio per reati con sentenza non definitiva; 5) ci si rassegni al collocamento a riposo per chi è condannato, o anche soltanto indagato, per reati di mafia..Auspico, infine, che il PD si liberi dalla gestione familistica e settaria, in cui sembra pericolosamente essere scivolato, perché in caso contrario, non solo si affiderà la regione ad un centro-destra inadeguato alle emergenze calabresi, ma saremo chiamati a raccogliere il fallimento del Partito Democratico e la sua definitiva trasformazione da strumento moderno di democrazia rappresentativa, in un contenitore anch’esso falsamente democratico, di un comitato di affari privati che si autogoverna con le stesse logiche di un clan!! Nocera Terinese, 19 gennaio 2010Avv. Fernanda GigliottiConsigliere Nazionale PD