PD Inizia il post Guccione, Adamo, Bova

Perché lasciare un partito nella mani di chi lo ha condotto ad una sconfitta senza precedenti? Perderemo di nuovo e peggio se non avremo il coraggio di operare scelte, di avanzare proposte riformiste, di intervenire laddove ci sono fenomeni di microfeudalizzazione da eliminare,  impresentabili da rimuovere, millantatori da screditare. Sono quasi tre anni, complice una segreteria regionale “assente” e prigioniera di un finto unanimismo, che in Calabria ci fanno vedere un partito che non c’è. Lo dimostrano i dati elettorali che, in molti comuni,   vedono il  PD  prendere meno voti di quanti sono stati  i presunti partecipanti alle ultime primarie.  Oggi è chiaro a tutti che noi non eravamo pazzi visionari né pessimisti disfattiti. Eravamo e continuiamo ad essere uomini e donne normali, democratici e democratiche di buon senso che vivono ed operano nella realtà calabrese e non nelle chiuse ed ovattate stanze di presidenti ed assessori.  Noi stavamo fra la gente e  abbiamo subito sulla nostra pelle il fallimento della proposta politica e dell’azione di governo del centrosinistra.Noi siamo quelli che sono stati spinti al massacro elettorale da una classe dirigente “abusiva”  che ci ha dolosamente sacrificato  in cambio della loro  “proroga” in consiglio regionale.Oggi qualcuno dice di non aver  capito e di avere peccato, al massimo,  di presunzione. Altri balbettano e continuano a mistificare i fatti addebitando le colpe agli altri, come se qualcuno possa sentirsi incolpevole di cotanta debacle.I soliti ignavi, invece, continuano pigramente a tacere, mentre i furbi si riciclano smentendo se stessi. Altri ancora, il segretario regionale Guccione in primis,  confessano che la sconfitta è figlia dell’accordo al ribasso stipulato tra Loiero, Bova e Adamo in quel di Caposuvero il  2 febbraio 2010, la notte in cui il progetto politico, il sogno riformista,  è stato piegato  alle  urgenze  dei  bisogni personali   della nostra classe dirigente. Una storia triste con un finale desolante: i nostri carnefici, con le mani ancora anti di sangue,  tentano  di rianimarci invocando un ennesimo e nostro  rinnovato impegno nei circoli per i prossimi congressi provinciali, e annunciano una dura e pura opposizione alla Giunta Scopelliti, riproponendosi in tal modo quali validi  condottieri di un improbabile nuovo corso.Tutto ciò nonostante che il risultato elettorale esigeva altri ragionamenti, altre riflessioni, altre conclusioni e altre azioni che non abbiamo né sentito né visto. Ma il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare. E loro, evidentemente,  non se lo possono dare. Ci aspettiamo a questo punto che sia Bersani a mantenere il suo impegno nei confronti dei democratici di tutta Italia intervenendo laddove, come in Calabria, il partito è stato un usato e abusato solo come un taxi per ottenere un posto in consiglio regionale.
Ci aspettiamo che sia Bersani ad azzerare il partito calabrese e tutti gli organi elettivi,  nominando un commissario che possa darci un’altra occasione per comprendere i singoli territori,  elaborare una nuova proposta politica alternativa, costruire nuove alleanze e promuovere una nuova, libera ed autentica campagna di adesione al partito.PD Anno Zero non è solo il titolo del libro-intervista di Bettini e Fotia, ma è l’anno anagrafico del PD, almeno di quello calabrese. E noi in attesa che Bersani ci dia un segno di coraggio ricominceremo con una simbolica “liberazione” dall’interno del PD.
Il  25 aprile saremo tutti a Lamezia Terme nella sede regionale del partito democratico dove ci incontreremo alle ore 10,30 per  aprire una nuova stagione di proposta politica del partito democratico calabrese.
9 aprile 2010
Fernanda Gigliotti
Consigliere nazionale PD