Per Amore del mio popolo non tacerò

Catanzaro, 6 Novembre 2007Con la dignità e il coraggio dei monaci buddisti della Birmania, sfiliamo e marciamo per le strade della Calabria, manifestiamo pubblicamente e in modo non-violento la nostra forte e convinta opposizione al Governo locale e nazionale e al Vaticano, come a tutti i poteri occulti, ai comitati d´affari trasversali, alle varie “caste” e mafie e a quella forte componente delle istituzioni anch´;essa corrotta, collusa e infiltrata dalla criminalità organizzata che vorrebbero la Calabria definitivamente prona al malaffare, alla criminalità organizzata, all´illegalità, come al degrado, al sottosviluppo e all´imbarbarimento.Alziamo la testa,finalmente, teniamo la schiena ben dritta, facciamo sentire ben chiara e netta la nostra voce di cittadini e di uomini che non ci stanno più alle decisioni calate dall´alto, in un “regime” politico, economico, sociale e religioso,camuffato di democrazia parlamentare e “conciliare”, che depreda sistematicamente il nostro territorio delle energie migliori e più sane.Un “regime” che ostacola, blocca e smantella indagini giudiziarie fondamentali, come quelle denominate “Poseidone” e “Why not”, che avvierebbero una radicale bonifica e quindi un possibile risanamento strutturale del tessuto politico e produttivo regionale. Un “regime” locale e nazionale che utilizza i finanziamenti pubblici ed europei non per la crescita e lo sviluppo della nostra terra, ma per i propri, meschini, particolari interessi clientelari, per “comprare” il consenso(voto di scambio) e creare una vasta rete di complicità e di interessi tra controllori e controllati(tra politica, imprenditoria, magistratura, forze dell´ordine,servizi segreti, sindacati, alte prelature e poteri occulti).Gridiamo: “Ora Basta!”. Ribelliamoci! Opponiamoci a un Vaticano che, in una terra martoriata come la Calabria, non ha fatto sentire alta la Sua voce in tanti momenti tragici.Cosa hanno fatto i vescovi calabresi finora contro il malaffare, la corruzione e la criminalità organizzata?Nulla. E´ dovuto venire, da lontano, il Vescovo Bregantini, perchè finalmente avesse inizio il Cambiamento.In Calabria non abbiamo, nemmeno avuto, sacerdoti del livello di Diana o Puglisi; certo non vorremmo martiri, ma non vogliamo nemmeno e non abbiamo bisogno di un clero silente, da sacrestia, astratte preghiere, che vive come fuori dal mondo, tra battesimi, matrimoni, funerali, cresime e interessi economici e materiali.E adesso, cosa fa il Vaticano? Come in un vero “regime” che si rispetti, invece di trasferire e rimuovere tanto clero passivo, silenzioso,a volte persino corrotto e protervo ai poteri, richiama proprio l´arcivescovo Bregantini, che, a tutti noi calabresi e non solo, ha restituito fiducia nella Chiesa di Cristo, quella dei poveri, degli ultimi, dei senza voce e senza diritti.L´arcivescovo Bregantini incarna per tutti noi Cristo Liberatore, Cristo rivoluzionario, quello che ha scacciato i mercanti dalla Chiesa, mentre il Vaticano, dinnanzi allo scandalo dell´Istituto “Papa Giovanni” di Serra D´Aiello, non ha fatto nulla (in un rovesciato senso del principio: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”).Che cosa aspettiamo più, che, come nel G8 di Genova, vengano sospesi i diritti democratici di manifestare, di protestare, di dissentire?Non è più rinviabile una mobilitazione di massa e, se necessario, permanente, contro tutti i Poteri che invece di liberare ed emancipare l´;uomo, tendono a dominarlo e tenerlo in schiavitù e sottomissione.Alla domanda.”Cos´è l´Illuminismo?”, I. Kant così rispondeva:” E´ l´uscita dell´uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l´incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro”.E´tempo di un nuovo Illuminismo; è tempo che il Popolo calabrese esca, definitivamente, dal suo lungo stato di minorità e letargo.E´ ora!