Per Calabria Libre

Da una clinica romana, un parco di magnolie, platani e querce secolari richiama ad una terra che ho sempre avuto difficoltà a sentire come mia. Avrei voluto essere presente nel luogo dell´inaugurazione di un “Luogo Libero” come CALABRIA LIBRE si propone di essere. Lo sarò, presente, con le mie parole. In fondo, ognuno di noi é presente, si “fa”, si “eventua”, attraverso le parole con cui esprime la libertà del suo essere individuo per sé e per la comunità in cui vive. Sapete, la difficoltà di sentirmi appartenere alla terra in cui sono nata è dipesa da un tratto caratteristico della personalità, quello della libertà di pensiero e di parola. Vedo già sguardi interrogativi! Non sto dicendo che queste manchino in Terra di Calabria, tra le “Genti di Calabria”, piuttosto sono state variabili, a seconda dei tempi. Negli anni ´80/ ´90, il pensiero/parola era omologato al rampantismo con qualche punta di dissenso. Gli Anni 2000 al di là di un primo sobbalzo di speranza di crescita, di rinascita di questa terra, con la sperimentazione di sinistra, un pò deficitaria….. Mi sembrò di vedere, e non credo fossi da sola a far considerazioni di tal natura, il periodo più galoppante del capitalismo strutturale: la sinistra che andava d´accordo col capitale! Le scuole private ricevettero l´imprimatur del governo per ottenere quante più promesse possibili. La scuola di stato, dico meglio… quella pubblica…. non eravamo nella Russia stalinista ….. continuò ad essere ridimensionata in termini di didattica e di qalità. Nella scuola pubblica si profilava già un cambiamento radicale…. essa stessa si leggeva come uno strumento legato alla crescita economicistica del sistema, soltanto un fattore del sistema, piuttosto che una sperimentazione dialettica dei talenti da scoprire e da giocare per i giovani del nostro futuro. Il capitale aveva bisogno di braccia e di consensi prefabbricati e la dis-qualità di una scuola pubblica insieme alla crescita di quella privata andavano in questa direzione. Bene, è arrivato il tempo per riprenderci un´educazione che sia educazione sentimentale ed intellettuale. Non é un salto nel passato, é uno strumento per calpestare il nostro futuro. Riprenderci la qualità delle cose, delle esperienze, dei luoghi; aspettarsi la qualità dalle persone, dai luoghi, dalle cose che ci circondano. Non é il marketing della nuova confortabilità che omologa luoghi e persone! Sai che ti trovi a Roma e l´attraversi e hai il sapore degli spazi che la identificano. Sai che sei a Cosenza e l´attraversi e hai il sapore degli spazi che la connotano. Non alberghi e centri commerciali che intruppino, che rendano uguale il tempo della temporalità e il tempo della spazialità. ……. Sono su Piazzetta Toscano e so che è un posto unico che troverò soltanto se mi prenderò la cura di arrivare a Cosenza, aggirare il Duomo, scendere per il vecchio vicolo, …..magari con qualche indicazione in più di ora, arrivare alla pavimentazione in vetro, magari con qualche indizio, cartello, gruppo di ragazzi del vicolo che siano lì a raccontarti il luogo, gli scavi, gli strati di mura che si intravvedono al di là del vetro opacizzato dal calpestio, ………….magari che attendano alla manuntenzione degli scavi, che se ne approprino come una cosa che fa parte del loro essere nati in quel vico di quella strada di quella città che una volta era una meta culturale ed ora stenta a diventarlo. Se Scuola, Apprendimento, Educazione Sentimentale (Ai Sentimenti), dobbiamo imprendere per riprenderci una LIBERA CALABRIA, cominciamo da quello che abbiamo sotto il naso, appena sotto il vetro, appena sopra una forma geometrica ……… che avrebbe voluto volare e ………che si è appesantita con l´oblio di tutti noi. Melina Rende