Per i politici depenalizzazione dei reati.

Calabrialibre propone per i politici la depenalizzazione dei reati.di Giorgio DuranteE´ talmente ormai scontato che il sistema di governo della pubblica amministrazione si basa sulla concussione, che nelle aule del Parlamento il fatto che un Magistrato abbia applicato la legge, che di fatto la concussione punisce, fa gridare i parlamentari italiani allo scandalo ed al complotto. I tre episodi che hanno caratterizzato la scorsa settimana politico&#45giudiziaria segnano in maniera indelebile il rapporto cittadino&#45politica. L’arroganza, Il senso di impunità diffusa, lascia ormai di fatto il comune vituperato cittadino indignato, ma nello stesso tempo indifferente. Tanta è la convinzione che la casta si autogoverni che ogni reazione è considerata superflua ed inutile. La dinastia di Mastella si è frantumata davanti al coraggio di una Procura che ha osato dire basta a questa scandalosa gestione del potere rappresentativo, i reati sono reati, per tutti, almeno fintanto che non vengano depenalizzati come tuona il capo dell’opposizione. La Politica abbia il coraggio di uscire allo scoperto promuovendo, magari una depenalizzazione in progress, man mano che i politici si macchiano di certi reati questi automaticamente vengano depenalizzati, ciò finalizzato a rafforzare ovviamente le tutele di casta, nel caso in cui le impunità, le prescrizioni abbreviate, gli indulti e i magistrati avvicinati non bastassero a rendere tranquilla la vita del politico italiano.Mastella per la verità ha ammesso le sue colpe e tutta la classe dirigente riconosce che il sistema si regge sulla concussione continuata, ma ciò non è percepito come reato, come l’abuso edilizio, l’associazione mafiosa, l’uso di sostanze stupefacenti, le frequentazioni di massaggiatrici e prostitute, prendere le mazzette, frodare l’Unione Europea, circuire vallette, ballerine e letterine, assumere mafiosi, taglieggiare i propri collaboratori e dipendenti, assumere figli, mogli e concubine, sponsorizzare scalate bancarie o emissioni di bond dall’improbabile ritorno, corrompere giudici e magistrati, esportare fondi all’estero, attuare il voto di scambio, fino agli atti di terrorismo, gli omicidi di stato e le stragi, pure quelle. Pare che al momento rimangano esclusi pochi reati forse solo la pedofilia, ma solo fino a quando un politico non incappi in tale tipo di reato. Cinque anni di carcere, valgono le felicitazioni di tutto il Parlamento, pochissimi esclusi, e soprattutto manifestazioni di solidarietà in piazza, stessa mobilitazione per la sfortunata signora Mastella. Quello che si mobilita è il popolo dei clienti, dei beneficiati e dei pieni di speranza, di coloro che mandano la propria figlia nelle segreterie di partito, per conquistarsi un futuro da velina, a qualunque prezzo, con concorsi fatti di soli esami “orali”, che sono gli unici che sono ancora in essere. De Magistris è solo, come soli sono tutti coloro che fanno il proprio dovere di Magistrati, impiegati o cittadini, la Politica fa il vuoto intorno a chi fa il proprio dovere, Falcone e Borsellino, non avevano codazzi di gente quando sono stati uccisi, chi mette il naso negli affari e nel sistema che questa oligarchia ha messo su, viene delegittimato se gli va bene. La gente lo sa, è impoverita, derubata oltre che dalle proprie risorse anche dalla dignità e dalla speranza, ha paura di esporsi ed esprimersi se i Magistrati vengono vilipesi e ridotti al silenzio figuriamoci gli altri. L’irritazione cresce, l’indignazione pure, la pentola a pressione tiene ma fino a quando? L’ultimo sondaggio dava la politica inaffidabile per il 93&#37 degli Italiani, in tutto questo il voto, assume il significato della fuga dalle paure o la corsa della speranza, chi a destra, chi a sinistra, cosa cambia continuando così, nulla proprio nulla ogni voto è un voto alla casta E mentre la democrazia soccombe, i centomila firmatari, per de Magistris, che rappresentano milioni di italiani aspettano con speranza altri 10, 100, 1000 Pm che con coraggio ridiano credibilità alle istituzioni democratiche nel rispetto dei ruoli, della legge, della democrazia partecipata e soprattutto vera.Giorgio Durante Presidente CalabrialibreCalabrialibre aderisce al progetto Rete per la Calabria, per l’etica e la legalitàwww.calabrialibre.itwww.perlacalabria.it