Perquisizioni. Qualche riflessione…

Permettetemi qualche osservazione sul sequestro dei computer e sulla perquisizione in casa dei redattori del sito www.democrazialegalita.it , avvenuto ieri 27 ottobre, all´alba, a causa della pubblicazione degli atti d´inchiesta sulla ASL 9 di Locri. Si ricorderà che il vice direttore di quella Asl era Maria Grazia Laganà, oggi deputata della Margherita e vedova di Franco Fortugno, assassinato l´anno scorso. Una parte di questa relazione era già stata pubblicata da un giornale calabrese subito sequestrato. Ed è facile capirlo, perchè il contenuto di questa inchiesta spiega molte cose sulle connessioni fra politica e ´ndrangheta, fra potere e malavita e a quella lettura vi rimandiamo. Ma noi vorremmo fare qui solo alcune riflessioni su questa ´incursione´ un po´ anomala. Ho parlato a lungo con il caporedattore Roberta Anguillesi e con il redattore Marco Ottanelli, che mi hanno raccontato le modalità di quella visita mattutina. La prima cosa che salta agli occhi subito dai loro racconti è che mentre è stata perquisita a fondo la casa intera della Anguillesi ( oltre a portar via il suo pc), non è stata affatto perquisita quella dell´Ottanelli, a cui sono solo stati sequestrati due computer. La domanda è: come mai questa disparità di trattamento? Cosa cercavano in casa della Anguillesi, che non poteva esserci nella casa dell´Ottanelli? E come facevano a sapere che la cosa non si trovava dall´Ottanelli? Se la cosa cercata era la copia cartacea del documento in questione, perchè sequestrare i computer? E come si faceva a sapere che la copia cartacea, se c´era, non poteva essere nella casa dell´Ottanelli? Come si vede sono molte le domande inquietanti. Partendo dalla certezza che nussuno vede il futuro nella palla di cristallo, è chiaro che coloro che hanno operato la perquisizione sapevano cosa e dove cercare. E come lo sapevano? Attraverso cose che erano state dette o scritte. E trattandosi della Polizia Postale il pensiero corre subito a internet. Di fatto ´secondo quanto raccontatoci dalla Anguillesi &#45 i poliziotti che l´hanno interrogata sapevano cose che potevano avere solo letto nella sua posta elettronica, o ascoltato nelle sue telefonate. Se fosse davvero così sarebbe molto grave, anzi gravissimo, come il fatto che la perquisizione sia avvenuta senza la presenza degli avvocati di entrambi i redattori. Siamo sì o no in uno stato di diritto?? Viene da chiederselo. E viene da domandarsi che caspita stia capitando in questo paese: questa storia delle intercettazioni telefoniche, per esempio, sta diventando addirittura assurda! Che noi si sappia una intercettazione dovrebbe essere autorizzata da un magistrato e su richiesta ben motivata della polizia. Ora invece tutti spiano tutti: per questioni politiche, per questioni economiche, mischiando personalità di mondi lontanissimi: dalla politica allo spettacolo, dall´informazione alla finanza…. forse per depistare su chi siano i veri obiettivi e dunque ´ dall´altra parte &#45 i veri mandanti. Ma certo i ´servizi segreti´ ci debbono essere dentro fino al collo e dietro di loro? Chi trama nell´ombra? O sono loro la nuova classe che spinge per andare al potere, buttando nel fango una oligarchia politica in gran parte corrotta e dunque ricattabile e smascherabile e comunque non rimovibile in modo diverso? C´è da riflettere a lungo su a che punto siamo arrivati e dunque la nostra giornata di analisi, discussione, riflessione e critica, l´11 novembre prossimo a Roma, appare sempre di più di grande attualità e valenza politica. Barbara Fois