Politica&#45Società civile, spaccatura insanabile

Politica&#45Società civile, spaccatura insanabileIl dibattito dilaga, da più parti si alza il grido di dolore di una società civile ferita, mortificata, indignata, ormai non si può nascondere la crisi morale della politica aldilà delle iscrizioni nei registri degli indagati degli eletti alle ultime consultazioni elettorali. La crisi morale è palesata dai comportamenti degli amministratori, del non governo, del litigio per la conquista di poltrone, e per la spartizione degli incarichi di sottogoverno. Che la politica si sia accorta del malessere e dei conati della società civile, è dimostrato dalle posizioni critiche, assunte da una parte della politica, che ritiene, così di intercettare consenso o meglio il dissenso delle folle indignate, solo nello spostarsi dalla destra verso un al momento, inesistente, centro. Anche la nascita di entità nuove, fai da te, vedi PDM, sanciscono la crisi dei partiti, ed è il maldestro tentativo del potere di raccogliere consensi, laddove un partito senza storia, trova il suo humus, ed anche il successo elettorale, nell’intricato intreccio affari&#45politica&#45clientela. Gli stessi moti interni ai DS rafforzano la tesi di una inadeguatezza della politica di oggi, e di un superamento anche interno delle logiche verticistiche. La gente ha abbandonato le segreterie, nel momento in cui le segreterie hanno sbarrato le porte alla gente, ed è successo da quando i candidati vengono scelti nei palazzi romani, o in altri contesti non partecipati. La società civile consapevole dell’impermeabilità della politica alle istanze dei cittadini, si organizza, scende in piazza, si ritrova dal barbiere o dalla parrucchiera per parlarsi, per confrontarsi per organizzarsi. I calabresi “vogliono essere parlati” ma sono anche desiderosi di parlare e soprattutto di essere ascoltati. Molti, hanno compreso che non possono esserci più le risposte clientelari della politica, sulla quale la stessa ha fondato un consenso ultratrentennale. Certo i varchi del bisogno sono ancora presidiati dai sistemi messi su a tutela della perpetuazione del potere acquisito, ma la consapevolezza di essere cittadini titolari di diritti, indebolisce il potere contrattuale della politica del cliente, questa conflittualità, porterà ad acquisire consapevolezza della necessità della riappropriazione dei propri spazi vitali, per garantirsi quei margini di vivibilità ormai acquisiti e continuamente insidiati, da una condotta immorale di una politica dimostratasi, inetta ed inadeguata ai bisogni della collettività. La riappropriazione degli spazi democratici, è alla base della nascita dei numerosi movimenti regionali, che vedono nella RETE PER LA CALABRIA un primo tentativo di aggregazione, per esprimere con forza i concetti della cultura della legalità e dell’etica amministrativa.Giorgio Durante Presidente Calabrialibre