Pomodoro di Belmonte: la Corte dei Conti condanna

Cosa c'entra il rinomato Pomodoro di Belmonte in una vicenda giudiziaria? La decisione della Corte dei conti ha avuto origine dalla segnalazione della Guardia di Finanza –Tenenza di Amantea, con la quale è stata comunicata alla Corte dei Conti una notizia concreta e specifica di danno erariale consistente nella indebita percezione  di fondi relativi ad un Progetto P.O.R. Calabria 2000/2006. Fondi destinati all'associazione APB per attività di promozione sociale e territoriale. La questione posta al vaglio del Collegio della Corte  riguarda una ipotesi di danno erariale relativo alla indebita percezione di fondi  pubblici da parte dell'allora legale rappresentante della A.P.B. ONLUS, G.Magnone. Scrive la Corte “che detta associazione, attraverso la condotta fraudolenta del convenuto, consistente nell’utilizzo di fatture impiegate per ottenere un diverso finanziamento nonché impiegando spese inutilizzabili,  otteneva  la indebita erogazione di finanziamenti pubblici nell’ambito del P.O.R. Calabria 2000-2006 misura 5.2C”. Per gli stessi fatti la Procura della Repubblica del Tribunale di Paola  ha chiesto il rinvio a giudizio del  sig. Magnone ( anche in concorso con altri) per i reati previsti e puniti dagli art.li 110 e 640 bis del c.p. per avere, con raggiri e artifizi, nella sua qualità di legale rappresentante della A.P.B. ONLUS,  indotto in errore la Regione Calabria, al fine di conseguire indebitamente contributi e finanziamenti.Dai fatti sarebbe  scaturito un danno erariale pari ad € 300.000,00 corrispondente all’importo assegnato alla società A.P.B. ONLUS. Ci si augura che i soggetti coinvolti possano comunque dimostrare di essere estranei ai gravi fatti a loro contestati. In ogni caso ancora una volta dobbiamo interessarci di cattiva gestione dei fondi europei, ancora una volta le risorse comunitarie invece di essere utilizzate per scopi di interesse collettivo come la promozione delle eccellenze dei territori, sono distratte verso altre destinazioni. Eppure Belmonte Calabro meriterebbe essere considerata importante meta di turismo culturale ed enogastronomico potendo contare sull'attrattiva di uno splendido mare, di un paesaggio ricco di emergenze architettoniche di grande valore culturale, come i diversi mulini ad acqua recuperati e fruibili, e poi il già citato pomodoro di Belmonte che si è conquistato un posto privilegiato nel settore dellgli ortaggi mediterranei, insieme al Gammune di Belmonte, presidio Slow food ricercatissimo dagli chef più importanti per le sue qualità organolettiche e salutistiche.