Primarie calabresi trappola per polli

 Che le primarie calabresi fossero una trappola per polli lo hanno capito tutti, anche i bambini, fa bene Callipo a restarne fuori. La macchina da guerra del governatore uscente è in moto da tempo, con i fiumi di danaro comunitari distribuiti a iosa a clienti nuovi e vecchi, clienti che alla bisogna diventano truppe cammellate a sostegno del benefattore-governatore. Questa logica perversa mette fuori gioco chiunque, Callipo compreso, la società civile che pure lo sostiene non ha gli strumenti per affrontare tale contesa. D’altronde la scontata vittoria di Loiero non è un'investitura popolare, ma solo la dimostrazione che gli apparati dei potentati calabresi rispondono alla chiamata alle armi, e ciò a tutela dei privilegi che nell'arco degli anni si sono dati a scapito di una popolazione che scivola sempre più verso la soglia dell'indigenza. Ma di questo non gliene frega a nessuno ne a destra ne a sinistra, la destra presenta come nuovo un ex assessore della famigerata giunta Chiaravalloti, che a Catanzaro aveva trasferito familiari ed amici, come fanno di solito i calciatori sudamericani, quando vengono in Europa. A sinistra anche chi si agitava per non soggiacere supino alle volontà del governatore alla fine si è dovuto arrendere. Non importa lo sfascio, evidente, compiuto nel segno della continuità con gli anni nei quali era la destra a governare. Nessuno sembra vederlo questo disastro, forse perché non vogliono neanche assumersene la responsabilità, tant'è che si ripropongono o si propongono come nuovi, ma nuovi non sono e non ingannano nessuno, possono contare solo su coloro che in stato di forte bisogno scambiano la propria libertà ed il proprio suffragio per un piatto di lenticchie a scapito degli interessi generali di una collettività che ha bisogno di prospettive e completo rinnovamento. Il timido tentativo di reagire conseguente all'indignazione generale della gente, rappresentato da Callipo trova sulla sua strada tutte le trappole della politica professionista, noncurante delle istanze della popolazione, ma protesa solo ad autoreconservarsi, per mantenere, privilegi e potere. I mezzi messi in campo non sono minimamente da mettere a confronto ma è bene che si sappia che la gente è stanca dei giochi di potere, e la società civile calabrese saprà mobilitarsi, come è già accaduto in un recente passato per difendere quel poco che rimane del sacco fatto dalla politica. Moralità, tutela dell'ambiente,  sanità e sviluppo, sono gli obiettivi dichiarati di questa nuova resistenza che alla fine, siamo certi avrà la meglio, proponendo soluzioni concrete e praticabili, innovative, volte al completo rinnovamento delle classi dirigenti.

Ufficio stampa coordinamento regionale dei Movimenti e delle Associazioni.