Privilegi di Calabria

Quanto alla Calabria, dove i consiglieri regionali col nuovo statuto sono diventati 50 e cioè uno ogni 39.865 abitanti (in Lombardia sono uno ogni 111 mila: un terzo), la salutare abolizione dei monogruppi, che nella scorsa legislatura erano diventati tanti da coprire di ridicolo la Regione, è stata riequilibrata non solo dal solito aumento delle commissioni (da sei a nove), dall’invenzione dei sottosegretari e dalla delibera che prevede l’assunzione di un massimo di 15 persone all’ufficio stampa, ma anche da una raffica di nomine di «dirigenti di servizio» e «dirigenti di settore», che trova precedenti solo nel mitico proclama di Carlo V: «Todos caballeros!». Per non dire degli 86 portaborse (funzionari di partito e poi sorelle, figli, cugini, cognati… ) assunti durante l’era Chiaravalloti senza un solo voto contrario delle sinistre. Una scelta bollata dai vescovi come prova di «degrado etico». Il nuovo governo regionale, guidato da Agazio Loiero, ha deciso di offrirli a chi li vuole. Chi non verrà scelto verrà smistato in qualche ufficio bisognoso. Dopodiché ogni politico non soddisfatto della merce umana avuta in offerta, dicono i soliti maliziosi, si sentirà in diritto di chiedere l’assunzione provvisoria di persone di assoluta fiducia. Precari da far poi assumere, se possibile, con qualche nuova leggina. Malizie? Può darsi. Ma l’anno scorso c’è chi diede battaglia per assumere in pianta stabile anche i lavoratori interinali. Insomma: sarà anche vero che nessun governo ha mai avuto tanti ministri e sottosegretari quanti il Berlusconi Bis, ma questi governi locali di sinistra…Gian Antonio Stella