PROCAL il solito bidone?

Ormai siamo abituati, la maggior parte degli investimenti finanziati in Calabria, sono dei veri e propri bidoni, dei pacchi, come era uso fare a Napoli nel primo dopoguerra. Ma, attenzione il pacco non è fatto alle istituzioni, come generalizzando ci si vorrebbe far credere, ma soprattutto alla gente di Calabria, ai disoccupati e ai pochi seri imprenditori. Le istituzioni sono spesso colpevolmente distratte e forse pure colluse, a tutti i livelli, da chi istruisce le pratiche, ai valutatori ministeriali o di importanti istituti bancari, agli organi di polizia e di controllo, spesso troppo impegnate a braccare le piccole attività commerciali, per poi calarsi grosse fette di prosciutto sugli occhi davanti ai grandi investimenti, spesso truffaldini. La storia proprio dei grossi investimenti in Calabria è una sequenza impressionante di truffe, dall´Isotta Fraschini alle Ferrari. Capannoni vuoti o pieni di attrezzature ricondizionate pagate per nuove a conniventi aziende del nord, beni di investimento oggetto di diversi contributi, sovrafatturazioni ecc. ecc. la casistica è impressionante per numero e per fantasia criminale. E’ molto facile in questo humus, che si inseriscano attività di pura criminalità, come pure coacervi fatti da professionisti, politici, faccendieri e pezzi dello stato altrettanto criminali. Certo di tutto questo non ne beneficiano la maggior parte dei poveri Calabresi, ma pochi appartenenti ad un mondo associativo tutto da leggere ed interpretare. Noi di Calabrialibre ci interroghiamo sgomenti, aspettando risposte serie dalle istituzioni, ma una domanda su tutte ci tormenta: come sia possibile che mentre su uno stesso territorio alcune aziende insediate con contributi pubblici, che operano in un settore innovativo stanno per essere liquidate, senza aver mai prodotto nulla o quasi, altre stanno per partire, con gli stessi imprenditori e operanti nello stesso settore e pure con nomi assonanti ed affini. Gli organi di controllo che sappiamo hanno varcato le soglie di queste aziende fantasma, hanno accertato che tutto fosse in regola? La magistratura ha dato uno sguardo alle carte, o meglio ancora alle strutture? Ma nessuno si è chiesto come mai un´azienda chiude mettendo in mezzo ad una strada decine di giovani Calabresi, mentre un’altra rinasce a poche decine di metri, sempre con fondi pubblici, con sempre gli stessi personaggi dentro o con prestanomi. Il buonsenso ci dice che qualcosa non quadra, ma possibile che non quadra solo a noi? ai politici che hanno sponsorizzato Procal, quadrava? agli istruttori, ai valutatori, agli organi di controllo quadrava tutto? Nessuno è così ingenuo da crederci, proprio nessuno. E´ venuto il momento di scoprire le carte, che come al solito sono tre, questo è l´unico gioco che un certo mondo professionale, imprenditoriale e politico ormai fa da 50 anni, impuniti, tanto il gioco delle tre carte è solo un gioco, ma purtroppo, non per le vittime. E tra le vittime la prima a cadere è la legalità, poi tutti i Calabresi onesti, basta con le illusioni, questa politica ha portato la Calabria sull’orlo del baratro, allineata con le regioni più povere del Mediterraneo, con un’altissima percentuale di famiglie sulla strada della povertà, molte altre per ora si salvano solo grazie alle pensioni dei nonni. Un meccanismo, quello del sostegno comunitario che ha arricchito solo pochi, e che ha invece depauperato i più, il bilancio di oltre 50 anni di questa gestione, al di là del colore politico è una regione, ultima per gestione dell’ambiente, ultima per reddito, ultima per i servizi pubblici e sanitari, ultima ancora per numero di occupati, e prima solo per numero di analfabeti, ci saranno dei responsabili di tanto sfascio, non sono forse gli stessi che consentono le allegre iniziative economiche oggetto dell’articolo? Calabrialibre propone un workshop al quale sono invitati tutti i politici, vecchi e nuovi per fare un bilancio degli ultimi 35 anni di amministrazione regionale e valutare la ricaduta in termini di rapporto costo-benefici di 35 anni di aiuti governativi e comunitari.