QUALCOSA BISOGNA FARE

La situazione generale non è certo delle migliori, non tanto o non soltanto sul terreno politico quanto su quello etico, ma una soglia, mobile e soggettiva, di decenza occorrerebbe che ciascuno di noi se la desse, se no, veramente, l&acute&#59imbarbarimento avanza a passi da gigante e sul campo restano solo macerie.No, non è scoppiato un altro scandalo, non sento rumor di manette, mi riferisco a un paio di articoli apparsi sulla stampa locale. In uno, proseguendo nelle sue argomentazioni, da tempo avanzate, una prestigiosa figura della sinistra calabrese, ora fuori dai giochi di potere ma molto cercato e molto ascoltato in specie nel crotonese, anche dai potenti di oggi, per la sua saggezza e il suo equilibrio, lancia un allarme molto forte dopo le vicende che hanno coinvolto anche sul versante giudiziario esponenti di punta diessini. Fa un distinguo sui due casi, chiama in ballo aspetti etico&#45politici prima che giudiziari e in modo molto vigoroso e aspro mostra tutta la sua contrarietà rispetto all&acute&#59evolversi delle cose. Il giorno dopo tutta l&acute&#59ira di uno dei due chiamati in causa esplode con virulenza in un articolo in pratica di replica a quello che con tanto di nome e cognome lo attaccava.Perchè s&acute&#59è superata la soglia della decenza, in quest&acute&#59articolo, e perchè pur silente il più delle volte rispetto ad attacchi che sovente gli vengono portati, questa volta, e subito, ha risposto, e con quei toni?Siamo in presenza di questa affermazione: “Di fronte all&acute&#59età avanzata faccio finta di niente e non ti denuncio, non ne vale la pena” (un paio d&acute&#59anni fa un altro esponente di spicco diessino aveva pubblicamente lanciato accuse di senilità al crotonese, concludendo di non tenere in conto le cose che diceva). Siamo in presenza d&acute&#59un&acute&#59accusa di complottismo e di vigliaccheria: “C&acute&#59è qualcuno che si serve di te e delle tue parole, per attaccarmi, e dietro di te c&acute&#59è una rete più o meno organizzata”. Ci sono falsità rispetto al passato politico amministrativo del politico crotonese&#59 ci sono accuse di superficialità e di agire per sentito dire, e altro ancora, ma c&acute&#59è, anche, una difesa a 360 gradi della moglie, chiamata in causa dal crotonese, che sarebbe una brava manager per meriti propri e non già per aiuti politici, e via discorrendo…Ora, perchè Adamo mostra cotanto nervosismo, si direbbe ha perso le staffe, lui maestro dell&acute&#59aplomb, e alle argomentazioni politiche di Giovanni La Manna risponde con improperi, quegli stessi improperi due anni fa adoperati da Mario Oliverio? Ho già detto, più volte, che per quanto riguarda le vicende giudiziarie attendo l&acute&#59esito dei procedimenti, e, di più, ritengo per quanto mi riguarda che non ci siano responsabilità penali: i miei ragionamenti li svolgo sul versante etico e politico. E perciò mi chiedo: non è che Adamo si sia voluto rivolgere a qualcun altro, e non a La Manna, col suo dire? A prescindere dai toni e dagli argomenti prescelti, non è che Adamo abbia voluto o dovuto fare una difesa della moglie? Non vedo altre motivazioni, e colgo comunque elementi preoccupanti di perdita di selfcontrol, di nervosismo e di preoccupazione. Che, per carità, ci stanno tutti, in un uomo giorno per giorno esposto com&acute&#59è lui, e perdipiù nel mezzo d&acute&#59una vicenda che oggettivamente farebbe tremare le vene nei polsi anche del più corazzato e scafato dei potenti della terra.Il punto, che prescinde da Adamo, Pacenza, Bruno Bossio, La Manna, Loiero eccetera è: ma questa politica, questa cultura, questo ceto politico, sono quelli che ci vogliono per la Calabria? Sono gli unici e soli a disposizione? E nell&acute&#59opinione pubblica, all&acute&#59interno dei partiti, si avverte o no un&acute&#59atmosfera di insostenibilità? Se si avverte è un fatto, se no vuol dire che questo siamo e a questo ci dobbiamo omologare o rassegnare.Ma se si avverte, qualcosa bisogna fare.di Massimo Veltri