Quando il personale è politico

Se il personale è politico, non c´è dubbio che la vita di questa giovane sindaca, Eva Catizone, sia stata fortemente segnata dal suo ruolo istituzionale. Una donna al governo della città, nella nostra società, ancora prevalentemente patriarcale, ha rappresentato un elemento fortemente destabilizzante. È con grande disagio che, come donne, abbiamo letto e ascoltato di agguati, assalti e attentati all´integrità politica e morale della sindaca e,nessuno può toglierci il sospetto che su di lei sia stato perpetrata una violenza di genere. Proprio così, questi attacchi e questi giochi al massacro non assumerebbero queste caratteristiche e queste proporzioni se il sindaco non fosse una donna. Un ruolo istituzionale ricoperto da un corpo non neutro, imbarazza, evidenzia ed amplifica gli errori, pure commessi, ma se il suo genere fosse stato diverso le sarebbero stati perdonati, ed i partiti della sua coalizione avrebbero potuto godere delle molte buone pratiche messe in atto e della risonanza nazionale del “modello Cosenza”. Ed, invece, proprio la sua estraneità ai modelli maschili di comportamento ha definitivamente messo a repentaglio il suo ruolo istituzionale.Ha inaugurato un nuovo modo di fare politica, ma poiché è di una donna la novità, viene vissuta come debolezza e la politica maschilista si sente spiazzata, non riesce a condizionare ed a guidare il suo operato ed intende sbarazzarsene. Si è parlato di “inadeguatezza” e si ritorna con la mente alle teorie aristoteliche e a quella “forma speculativa” che il filosofo non riteneva presente nella donna. Esageriamo? Forse, ma siamo sicure che la perdita di questa sindaca segnerà una battuta di arresto per l´;espandersi in città dei saperi femminili e il dibattito culturale tornerà ad essere monocorde ed assuefatto a logiche stantie.Scriviamo queste poche righe di riflessione con negli occhi le immagini della manifestazione del 14 gennaio a Milano: una grande manifestazione che ha affermato l´;autodeterminazione femminile rispetto al proprio corpo, alla sessualità e alla maternità, in difesa della legge 194. Investire sulla responsabilità e sulla consapevolezza delle donne è stato l´;elemento vincente che ha guidato la proposizione di importanti leggi degli anni ´ᝒ ancora oggi fortemente innovative. Il tentativo è quello di riportare le donne indietro, ricacciarle in un privato ancorato alle mura domestiche, un privato che non parla di politica e tanto meno governa. Difendere, sostenere e rilanciare le politiche di genere è quel che serve alla nostra città, al nostro paese, al mondo. Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino”Associazione MEDiterranean MEDIA