Quello che nessuno ha detto sul delitto Fortugno

Abbiamo il massimo rispetto della vita umana, e siamo per questo addolorati per la scomparsa dell´uomo Fortugno; non vogliamo essere per forza una voce fuori dal coro, che in questo momento lavora per creare l´eroe Fortugno, per intitolare a suo nome sale e piazze, o per proporre la vedova, dott.ssa Annamaria Laganà ad una probabile candidatura alle prossime consultazioni politiche nazionali. Uno sforzo di tutta la classe politica Calabrese univoco, volto a gestire l´emotività, creata dall´;esecrabile fatto di sangue, nel tentativo di darsi un´immagine ed una verginità che in realtà non ha mai avuto. Ma un´analisi più distaccata oggi si può fare, onde inquadrare meglio la persona e l´ambiente nel quale era inserito, forse un punto di partenza può essere il cognome che porta la Vedova Fortugno, una famiglia rispettata e votata, quella dei Laganà che da oltre un trentennio, gestisce e amministra il territorio, lo zio Guido più volte consigliere regionale ed anche assessore alla fine degli anni “80, in un settore delicato come il turismo, dove purtroppo però, è incappato in alcune disavventure giudiziarie, e così anche Mario Laganà che per diversi anni ha occupato un posto alla Camera dei deputati. Ancora oggi, a partire dalla signora Annamaria, che ha ricoperto importanti ruoli nell´ambito della sanità nel territorio della Locride, la famiglia è esposta, e le nuove generazioni dei Laganà, non disdegnano incarichi istituzionali, vedi il rampollo Sergio consulente presso l´assessorato al Turismo chiamato da Donnici, per dare manforte in un settore strategico per lo sviluppo della Regione Calabria. Insomma intorno allo sfortunato Fortugno una “famiglia” compatta che gestisce potere e amministra da diversi decenni un territorio ad alta densità Mafiosa, un “humus” del quale ahime nessuno ha parlato, neppure la stampa. Un ambiente ed un territorio che ha dato molto in termini elettorali e di potere alla famiglia Laganà-Fortugno, che forse è stato, questa volta deluso, in termini di ritorni e che per ciò non ha perdonato.