Questione morale, il consiglio comunale di Cosenza

“La questione morale è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni e la tenuta del regime democratico”. Lo diceva, all´incirca un quarto di secolo fa, Enrico Berlinguer. Intravedendo dunque come incombesse sulla politica italiana il rischio della degenerazione. Eppure all´epoca c´erano degli argini, e che argini! Le epiche “narrazioni” del ´68 per cambiare lo stato di cose presenti, la robustezza delle grandi organizzazioni di massa con meccanismi rigorosi di formazione delle classi dirigenti, un forte “senso” collettivo nella società che produceva valori e significati, conoscenze e volontà di cambiamento.In questi 25 anni la pratica politica è mutata radicalmente. Dal comportamento dei “politici” e di quella corte dei miracoli (“manager”, consulenti, clientes d´alto bordo, dirigenti sempre in auge, ecc.) che li segue e che spesso ne determina l´agire, nascono il disagio ed il malessere che allontanano il popolo dalla politica. E´quello che usualmente definiamo antipolitica, ma mi chiedo se siano più antipolitici i “vaffa” (che non mi piacciono) dei grillini e le astensioni elettorali o le scene cui assistiamo quotidianamente e di cui ha dato splendido esempio l´ultimo Consiglio Comunale di Cosenza.Dopo che le opposizioni di sinistra ci eravamo allontanate dall´aula in quanto era iniziata la discussione su “cose loro” (presidenze di commissione e roba simile), la maggioranza -sola presente in aula- ha escogitato la squallida trovata di presentare ed approvarsi una risoluzione polemica con il giudice De Magistris.Certo un magistrato può essere più o meno simpatico, può essere più o meno apprezzato, ma il nostro è l´unico consiglio comunale in Italia -mi risulta- ad approvare un deliberato contro un magistrato, che viene definito come uno che imbastisce “sterili iniziative unilaterali” (!) e le cui “indagini sembrano sapientemente orchestrate per provocare suggestioni e immaginazioni di contesti tanto perversi quanto surreali” (!!!).Il fatto vero è che De Magistris è colpevole di lesa maestà avendo nelle sue inchieste indagato, tra gli altri, l´ex vicepresidente della Regione, il decaduto zar delle Calabrie, la di lui consorte, zarina dell´informatica regionale, e persino l´avvocato Perugini, oggi sindaco della città autoproclamatosi padrino della legalità e della trasparenza, nella qualità di membro del comitato di sorveglianza della società Tesi. L´inchiesta, “Why not”, revocata a De Magistris, prosegue con un altro PM, è tuttora aperta e prosegue con tutti gli indagati che conosciamo.Ma allo squallore e al disprezzo istituzionale non c´è mai fine. Sapete chi ha votato tra i 18 consiglieri la “censura” a De Magistris? Il Sindaco Perugini! Un indagato che, approfittando del suo incarico amministrativo, attacca il magistrato che lo ha indagato. Il minimo di stile avrebbe voluto almeno una sua fuoriuscita dall´aula. Vergogna!Vergognoso il Partito Democratico consiliare ed i suoi cespugli (Verdi, PSDI, ex UDEUR ovunque collocati) che con arroganza hanno piegato le istituzioni democratiche e rappresentative ad una difesa extragiudiziaria degli indagati eccellenti. L´insensibilità istituzionale e l´arroganza dimostrata da chi detiene il potere e si considera per questo intoccabile ha raggiunto punte insostenibili. La “casta” si è rivelata per quello che effettivamente è. Si è dimostrata vergognosamente nuda e senza alcun pudore.A breve mi aspetto nuove risoluzioni di censura per tutti quei magistrati che stanno indagando o inquisendo, in tante inchieste anche fuori dalla regione, gli amici ed i protettori della giunta e della maggioranza al Comune di Cosenza.Francesco Gaudio – capogruppo del PRC-SE in Consiglio Comunale