Rai senza vergogna

L’otto settembre l’informazione radiotelevisiva di Stato è apparsa per quello che è realmente: una pura estensione delle segreterie di partito. Una cassa di risonanza della disinformazione che ha raggiunto livelli tali da superare la Romania di Ceaucescu. Centinaia di migliaia di cittadini, gli stessi che pagano, attraverso il canone, lo stipendio dei giornalisti e dei dirigenti Rai, sono scesi in tutte le piazze d’Italia per firmare una legge di iniziativa popolare per riformare il Parlamento. I servizi della Rai prima e dopo l’evento sono stati vergognosi. Per la prima volta in Italia si sono raccolte 300.000 firme per una legge in un solo giorno e di questo neppure una parola. Gli italiani hanno fatto a meno della Rai per informarsi sulla manifestazione, hanno usato la Rete, il passaparola. Questa situazione non è più tollerabile per un Paese che vuol definirsi civile. La Rai deve essere al più presto liberata da ingerenze partitiche e l’informazione restituita ai cittadini. L’Italia dei Valori si muoverà al più presto in questa direzione. Vi confesso che sabato e domenica ho provato un profondo senso di nausea ascoltando i telegiornali, la stessa che avranno provato gli italiani che erano a conoscenza dei fatti. Un consiglio ai giornalisti Rai: “Tenete la schiena dritta, siete pagati per informare, non per servire i partiti”.