Resistere, proporre, rinnovare

Sono passati diversi anni da quando, è venuto alla luce, partendo da una causa di separazione, l´epopea di tangentopoli. Tangentopoli prima, oggi e domani mi verrebbe da dire, alla luce della realtà della politica della II Repubblica. Sembra facile e comoda la posizione del responsabile di una associazione che si prefigge di raccogliere umori, per elaborare idee finalizzate alla definizione di modelli di sviluppo possibili per questa disastrata Regione. Prossimamente partiranno i forum di “Regionando” laboratorio di confronto, discussione e raccordo tra cittadini e politica. Il tentativo è di passare dalla critica alla proposta, ma il terreno della politica lo vediamo ancora una volta ostile e pieno di insidie. L´esperimento va fatto, non possiamo peraltro nascondere l´inutile, al momento, tentativo di far attecchire un germoglio partendo da un partito di estrazione laico riformista, come IDV. Tentativo che non ci lascia affatto soddisfatti non tanto per la forte resistenza trovata da parte di coloro che provenienti dalle più diverse esperienze partitiche si sono di fatto asserragliati all´interno di IDV per difendere il certamente non magro bottino, ma soprattutto per la scarsa qualità umana della parte resistente. Ancora una volta, il contatto con la politica ci lascia non solo perplessi ma pure disgustati. Ancora una volta affermiamo che in noi non c´è l´ambizione della politica, in senso tradizionale (Cioè di occupare poltrone)ma la voglia di affermare idee e principi volti allo sviluppo di politiche del lavoro e l´affermazione dei principi di legalità, insieme ad una politica dell´ambiente consona ad un progetto di sviluppo territoriale sostenibile. Il nucleo ideale di partenza sembrava potesse innestarsi sui valori di legalità e sviluppo del partito di Tonino di Pietro, ma l´innesto non è attecchito, il tentativo non solo non è stato favorito ma è stato pure osteggiato, chi ci perde? La gente, la legalità, la progettualità. Ancora una volta il solco che divide la società civile e la politica diventa trincea, una sorta di Piave sul quale la politica non capitola e miete vittime, Talarico, Acri, Veltri, Calabrialibre, quattro soggetti, forse con poche cose in comune, ma avanguardia di altri 10, 100, 1000, disposti a seguire la strada del rinnovamento. Politica, come “Ndrina” dimostratamente ottusa e chiusa alle spinte più innovative. Vorremmo poter governare il cambiamento, senza ambizioni di capeggiare il moto che viene dalla base, ma vorremmo gente più coraggiosa al nostro fianco, capace di lottare fino in fondo e non arrendevole di fronte alle prime asperità, vorremmo essere torrente che grazie alla portata di decine di affluenti diventi fiume straripante per travolgere tutto e tutti tra quelli che appartengono a partiti ed apparati obsoleti ma ingordi nel fagocitare risorse sottrendole al territorio ed alla gente. Vorremmo essere fiume in piena, vorremmo iniziare a tagliare i gangli e i sistemi di ossigenazione che alimentano la politica degli affaristi e dei balordi, come la circolazione sanguigna irrora ed alimenta il cancro, cancro che vorremmo concorrere ad estirpare e a far rinsecchire. Siamo di nuovo in corsa, dopo la pausa delle politiche di aprile, che ci hanno visto su alcune posizioni protagonisti vincenti, siamo pronti ad affrontare nuove battaglie, ma solo se le nostre fronde si rafforzano con le tante energie pulite e propositive di cui la nostra generosa terra è ricca. La nostra utopia, vogliamo portarla avanti, vogliamo condividerla con tutte le persone che sentono la nostra, la loro battaglia, la nostra utopia, la loro.Solo così la politica delle servette, dei trecartisti, dei trasformisti, delle “ndrine” può trovare soluzione ridando ad un intero popolo dignità e libertà. Quella libertà che sembrava essere alla portata di tutti ma che ancora non è patrimonio dei cittadini di Calabria sudditi di apparati che poco hanno a che fare con la politica e con la democrazia.Giorgio Durante Presidente Calabrialibre