RICOMINCIAMO DA ZERO

Come donne calabresi partiremmo dalla forza che la mamma di Gianluca Congiusta ha mostrato nella trasmissione di Santoro per sperare di ricominciare. Non tanto per ricostruire un’immagine lesa della nostra regione, ma per avviare, per davvero, un processo di ricostruzione di legalità politica, per quanto profondamente compromesso possa essere.Non ci interessa parlare di AnnoZero: noi, tutte, chi più chi meno, lo sapevamo.La differenza è che oggi, dopo la trasmissione di Santoro, lo sanno anche ad Aosta, a Belluno, a Barletta, ad Arezzo. E noi lo sapevamo già da molto tempo perché in questa terra ci viviamo e soffriamo, a diversi livelli, le angherie, i soprusi, le arroganze, il mal costume, il malaffare, le collusioni, le inadeguatezze, di chi ha voluto, scientemente, restringere gli spazi di dibattito, di democrazia, di confronto, per potere non già per politica.Perché pensiamo che il danno più grande che è stato fatto alla Calabria e alle donne e agli uomini di Calabria sia quello non di immagine ma di sostanza, della sostanza di chi si trova costretto a schierarsi, ad “appartenere a…” per avere spazio e per far valere i propri elementari diritti. I partiti, così come sono, sembrano irriformabili: rappresentano luoghi di potere autoreferenziali che si autosostentano e si autoalimentano sulla base di un consenso, costruito sapientemente negli anni, basato sul rafforzamento di interessi privati di gruppi e di persone e non ha radici, certo, nella condivisione di idee, di progetti di sviluppo per la nostra terra. E perciò oggettivamente più deboli e più permeabili rispetto a poteri altri.La politica regionale ha bisogno di altro, per esempio di freschezza, di novità, di vera innovazione, a partire da un sano ricambio di donne e di uomini, che pure nella civile società calabrese ci sono e che oggi stanno reagendo per affermare quanto di buono esiste nella nostra regione e per combattere logiche perverse e circoli viziosi. Ma che spazio hanno avuto e hanno le così dette forze vive e sane della nostra regione? Quali saperi, quali esperienze sono state valorizzate per cercare di invertire la china del degrado etico, prima ancora che politico? In quali contesti, per esempio, si è potuto dibattere liberamente di idee di sviluppo della Calabria?Forse in alcuni ( e non tutti ) spazi accademici, forse in alcune ( e non tutte ) associazioni, forse in alcuni luoghi del volontariato (e non tutti ). E i partiti sono stati troppo attenti a tenere immobili gli equilibri interni, troppo vigili nel consolidare il consenso e l’elettorato.E allora la giusta reazione, da donne calabresi orgogliose, deve partire dall’amara constatazione che tutto ciò che Santoro ha rappresentato è una parte di verità. Da lì bisogna partire per far emergere e affermare tutte quelle energie positive mortificate e nascoste, perché le cittadine e i cittadini possano partecipare alla democrazia. Per costruire un tessuto connettivo che si è sfaldato e concorrere insieme a un reale processo di ricostruzione della legalità, dell’etica e della politica.Per questo le donne del Luogo della Politica invitano le donne e gli uomini interessati a partecipare ad una libera discussione su “etica e responsabilità politica” il 22 novembre alle ore 17.30 presso La Casa delle Culture di Cosenza.Il Luogo della Politica di Cosenza