Ricorso di De Magistris, il pg non conosceva atti

Ricorso di De Magistris, il pg non conosceva atti CATANZARO &#45 Il procuratore generale facente funzioni di Catanzaro, Dolcino Favi, quando ha disposto l&acute&#59avocazione dell&acute&#59inchiesta Why not non poteva conoscere gli atti e quindi non avrebbe dovuto togliere l&acute&#59inchiesta al pm Luigi De Magistris, titolare in esclusiva dell&acute&#59indagine. E&acute&#59 questo, in sintesi, quanto afferma lo stesso magistrato nelle sette pagine del ricorso presentato alla Cassazione contro il provvedimento di Favi. Stralci del documento sono pubblicati oggi da “Il Domani della Calabria” e dal “Quotidiano della Calabria”. De Magistris basa il suo ricorso su tre punti fondamentali: l&acute&#59inesistenza della sua incompatibilità, l&acute&#59avere informato dell&acute&#59iscrizione di Mastella nel registro degli indagati il procuratore aggiunto, e l&acute&#59impossibilità di poter verificare la competenza del Tribunale dei ministri dal momento che l&acute&#59inchiesta gli è stata tolta. Su quest&acute&#59ultimo punto, il magistrato manifesta le proprie perplessità perché a suo avviso era ancora da accertare se la condotta ipotizzata nei confronti di Mastella fosse proseguita anche dopo la sua nomina a ministro. Una verifica, evidenzia il magistrato, che non ha potuto fare perché l&acute&#59inchiesta gli è stata tolta. Secondo il pm, inoltre, Mastella, quando ha chiesto il trasferimento cautelare, sapeva che negli atti figurava il suo nome, quindi non può essere incompatibile il magistrato che poi, proseguendo le indagini, iscrive il ministro nel registro degli indagati come atto dovuto. Una dato confermato, secondo il pm, dal fatto che Mastella avrebbe tentato di ottenere una comunicazione della Procura “circa l&acute&#59irrilevanza penale” del contenuto di intercettazioni telefoniche, “dichiarazione che, ovviamente, l&acute&#59Ufficio di Procura non ha mani rilasciato”. Il magistrato afferma anche di “non comprendere quale possa essere il contenuto della relazione del Procuratore trasmessa il 19 ottobre 2007”, lo stesso giorno dell&acute&#59avocazione e che sarebbe indicato da Favi come uno degli atti posti alla base del suo provvedimento, visto che non poteva conoscere il contenuto delle indagini. De Magistris afferma di avere agito correttamente, iscrivendo Mastella nel registro degli indagati quando sono emersi indizi di reato a suo carico e di avere trasmesso poi “il provvedimento di iscrizione al Procuratore aggiunto per il successivo visto. Altro non competeva”.