Rinnovare la Politica: Proviamoci

Il dibattito in rete cresce e si alimenta giorno dopo giorno di contributi, proposte, provocazioni. Le elezioni, infatti, si avvicinano e parte, solo una parte però, di chi esprime disagio, addirittura sofferenza, per questa politica nostrana vuole farsi sentire. Ed è un bene, un sintomo di non totale omologazione, di voglia di esserci e di contare. In ultimo c´;è stato chi ha proposto di fare un forum su scala provinciale di tutti i movimenti, e ha sollecitato nominalmente chi scrive a rapportarsi esplicitamente agli studenti e far lievitare consapevolezza e prese di posizione.Andiamo con ordine. Cosenza e la Calabria non sono nuove a presenze movimentistiche esterne ai partiti. Chi non ricorda più di dieci anni fa l´;opposizione a Veraldi candidato, poi perdente, alla presidenza della Regione? E le esperienze di Soverato con Pedalando Volando? Le Ragioni della Sinistra a Cosenza, Progetto Calabrie? Mi fermo qui. C´;è chi si interroga sui sostanziali fallimenti, o per essere più rispettosi e anche più vicini al vero, sui risultati invero scarsi di tutto questo agitarsi? Che ha finito oggettivamente per rafforzare il sistema, questo sistema, dei partiti configurandolo come unico, o quasi, in grado di prospettare un´;offerta politica, per quanto vecchia, inadatta e tutto quello che vogliamo e dobbiamo dire? Da cosa è dipeso? A ranghi sciolti, e chi vorrà obiettare contribuirà meritoriamente a comprendere: eccesso aristocratico, e illuministico (mi spiego: il prevalere, presunto, dell´;elaborazione e della proposta su tutto, mentre i meccanismi della politica sono, anche, altre e ben altre cose); non fare i conti con i bisogni reali delle persone e con la dipendenza, molto molto alta, di tutto il sistema Calabria dalla politica delle elargizioni, del notabilato, del plebeismo; la divisione e la conflittualità interne nei movimenti, con gelosie, aspirazioni eccetera, identiche a quelle dei partiti; gl´;infiltrati e gli opportunisti che hanno fatto azione di filibustering; scarsi o nulli contatti romani e assenza di sponde nei partiti, laddove è ben difficile rintracciare una voce che si smarchi dal coro, per pavidità, opportunismo “senso di responsabilità” e compagnia cantando. Può bastare? Penso di sì.Si potrà obiettare, ammesso che si condivida: va bene, ma ora le cose sono peggiorate, quindi quello ch´;era vero forse ieri oggi va verificato e rilanciato, chè può essere che il terreno sia più fertile. Vediamo: la nuova legge elettorale aiuta o non aiuta? Risposta, in calabrese per essere chiarissimo: pirrùpa. S´;avvertono a Roma novità favorevoli? Prodi, dopo aver incassato il successone delle primarie, invece di passare all´;incasso è stato calmo, fermo, non mi muovo… E prima di lui Cofferati… Liste civiche oggi hanno avuto il brusco niet di Marini, Rutelli, Fassino eccetera. Da noi la discussione è incentrata su se e chi si candiderà dei Ds e della Margherita in provincia di Cosenza. Senza interrogarsi sul che cosa andrà a fare a Roma: scaldare i banchi, fare qualche interrogazione, sbrigare qualche ´;mmasciata a qualcuno, e basta. Decisioni tutte prese all´;interno delle nomenklature, bilanciate e pesate a dovere. E mentre a Crotone qualcuno mugugna, non è dato conoscere l´;effettiva portata e dimensione del mugugno, su candidature lì ventilate, a Cosenza c´;è il silenzio tombale.Parlo, parlo con la “gente”, con chi non ce la fa a sbarcare il lunario, con chi vede mortificati sacrifici, studi e competenze, con chi anela a una Cosenza e a una Calabria diverse: ascolto, dò bagliori di fiducia, e così facendo li dò anche a me stesso, ma francamente non vedo un filo dell´;intricata matassa da cui cominciare a sbrogliarla. Pensare, dubitare, agitare è un imperativo per l´;uomo, così come lo è trovare soluzioni, solo che io, nel mio piccolo, di soluzioni, oggi, semplicemente, non ne vedo. Se si allarga, e si manifesta, l´;area della consapevolezza, del protagonismo, dell´;indignazione, è un altro discorso… E quest´;area, potenzialmente, mica è risicata, solo ci vuole un evento che la mobiliti: avanti, mobilitatori!Cosenza: mi pare che una fase, per quanto importante si sia chiusa. E mi riferisco non già agli anni di Catizone sindaco, ma a quelli di Giacomo Mancini, il vecchio leone. S´;era detto, e scritto, che Eva sarebbe stata una transizione verso altri equilibri: per questo hanno lavorato in tanti e da postazioni e con obiettivi diversi, così è stato. Solo che c´;è qualcuno che vorrebbe rinverdire e riproporre quegli anni monocratici e antipartiti, vissuti e giocati sull´;imponenza e la straripanza dell´;uomo forte. Solo che c´;è chi ragionando sempre per dinastie familistiche vorrebbe operare per sostituzione, verso Eva, e continuare a occupare il palazzo giocando sempre sulla solita giostra. Solo che c´;è chi, debole di consensi e di personale politico, ma forte di scuola politica, vorrebbe fare il direttore d´;orchestra e occupare posti di comprimario, senza turbare equlibri che vedono uomini suoi in sella (sempre e solo quelli). E intanto la città langue, soffre, è in crisi, rispetto alla sua identità, alla sua dignità, ai servizi sempre più carenti, al rialzare la testa dei comitati d´;affari, a un vuoto politico ch´;è frutto di inadeguatezze, furbizie e sotterfugi. Ma com´;è che anche a Milano si fanno, regolari, primarie, dopo Borsellino e Vendola e da noi tutto tace? Ma com´;è che a Napoli Rossi Doria, spalleggiato dal fiorfiore d´;intellettuali e pensatori, sfida il parto degli accordi di palazzo, e noi invece niente? Ma com´;è che l´;ultimo pronunciamento, sbagliato e inopportuno, di cattedratici e cervelli pensanti lo si ebbe per spalleggiare la candidatura di Eva, che, non ci voleva molto per capire, era il frutto d´;un compromesso debole e instabile?Cosenza può essere un banco di prova forte, e non solo per Cosenza: se vogliamo provare a ridare dignità, prima di ogni altra cosa, alla città, le prossime amministrative devono uscire fuori dal… seminato. E potrà cominciare una stagione nuova per Cosenza, e per la Politica (p maiuscola).Massimo Veltri.